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La crisi e gli italiani: un vero e proprio “smottamento” del ceto medio

01/02/2013

La crisi e gli italiani: un vero e proprio “smottamento” del ceto medioCome le famiglie riducono i consumi per far fronte ai tagli

In Italia sei famiglie su dieci hanno un reddito inferiore a quello medio (2.482 Euro al mese circa) e ben otto milioni di persone sono considerate povere. Quattro anni dopo, siamo tutti testimoni dell’effetto crisi economica a carico soprattutto dei giovani, degli anziani, delle donne più degli uomini, delle persone disabili e delle comunità marginali ed etniche. E’ quanto emerge dal rapporto Istat: “Noi Italia, 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo”, datato 2013. Nel breve termine, quattro anni ad oggi, i costi sociali del fallimento economico sono all’occhio di tutti, sottoponendo i singoli e le famiglie a innumerevoli tagli sui consumi, motore del nostro sistema economico. Nel complesso la crisi ha acuito le diseguaglianze, con i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.

Eppure non sono necessarie ricerche e numeri, basta guardarsi attorno: c’è chi ha perso il lavoro, chi fa fatica a trovarlo nonostante titoli ed esperienza, c’è chi ha ridotto le spese ed entra a stento nei negozi perché ha paura di spendere, c’è chi ha si è indebitato per poterlo fare. Soprattutto è il ceto medio a risentire di questi tagli così austeri che non risparmiano sanità e istruzione. Nel quarantaseiesimo rapporto Censis annuale sulla situazione sociale del paese si legge, infatti, un vero e proprio “smottamento del ceto medio”.

Chi fa fatica a tirar alla fine del mese non sono, quindi, solo badanti, camerieri stagionali, padri e madri di famiglie numerose, ma anche impiegati, dirigenti e professionisti. Un dato certo e significativo è la fila che s’ingrossa davanti ai discount, ora frequentati non più soltanto da famiglie a basso reddito. Si tratta di consumatori più accorti, più attenti quindi già a partire dalle spese alimentari. In tempo di crisi gli italiani hanno sviluppato un nuovo e ormai noto modello di consumo, navigando in rete, comparando i prezzi dei volantini, girovagando per gli outlet o per i mercatini dell’usato chiedendosi perché spendere di più, se si può avere lo stesso prodotto a meno. La corsa ai saldi e alle “offerte speciali” diventando una pratica sempre più diffusa. “C’è crisi, basta con gli sprechi”. Parole d’ordine che dettano regole e nuove modalità di consumo per difendere il portafoglio. Tante piccole rinunce di cui devono farsi carico gli italiani: si risparmia su elettricità, riscaldamento e benzina, ma anche sui propri hobby. Gente che rinuncia all’abbonamento della palestra e preferisce fare una corsetta nel verde, se ne ha la possibilità. Si viaggia meno, magari si preferisce rimanere in Italia che andare all’estero, oppure per meno giorni. Si riducono i divertimenti, le spese superflue ma si fanno anche tagli su spese mediche, ricorrendo ai “rimedi della nonna” o azzardando la cura da sé, magari consultando un sito preposto online. In molti ad oggi cercano così di elaborare nuove strategie per non prostrarsi alla crisi preparando ad esempio cibi fatti in casa, come il pane o i gelati, coltivando gli ortaggi e verdure nell’orto di casa, i cosiddetti prodotti biologici a kilometro zero. Una spesa intelligente che cerca quanto meno di raggirare quella lotta continua per la sopravvivenza quotidiana.

Fonte dell'immagine: www.polis-lab.it

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