Skip to content

Sperimentazioni nella fiction americana: alcuni esempi


24 (2001), una delle serie americane più sorprendenti, composta da 24 episodi che raccontano in tempo reale le 24 h dell’agente speciale Jack Bauer chiamato a sventare una attentato contro un senatore di colore (nelle stagioni successive, l’impianto è lo stesso, mentre cambia la missione che Bauer deve compiere). Per accrescere la tensione c’è anche la storia a carattere personale (la figlia dell’agente scompare). Ciò che viene messo in scena è il tempo reale (la lotta di Bauer è soprattutto una lotta contro il tempo: più procede la narrazione, meno tempo gli resta per portare a termine la missione). 24 può essere considerato un serial perché la puntata non ha una sua chiusura, ma termina sempre con un cliffhanger, perché i 24 episodi di ogni stagione sono concepiti come un’unica struttura.
Il serial si fonda su 3 dinamiche linguistiche:
- tempo reale, in cui tempo della visione e tempo del racconto coincidono, e che è dato da diverse modalità narrative (lo spettatore è sempre informato dello scorrere del tempo grazie al timer che è presente sullo schermo, lo split screen che rende la scena più dinamica e istituisce un montaggio parallelo, i titoli degli episodi, che sono unità di tempo e la continuazione del tempo della storia durante la pubblicità)
- suspance
- effetto multi (split screen)

PRISON BREAK (2005) è un altro esempio di suspance legata al tempo che scorre (la scadenza è l’esecuzione capitale di un condannato accusato di aver ucciso il fratello del vicepresidente degli USA): il tentativo di evasione del protagonista lascia lo spettatore con il fiato sospeso, giocando sul versante tecnico (come fuggire) e su quello umano (con chi allearsi).

NIP/TUK (2003) racconta una serie di interventi di chirurgia plastica e quindi il desiderio di trasformazione e cambiamento, trasformando la chirurgia in un espediente per mostrare le fragilità e le insicurezze dell’uomo.

LOST (2004 – J.J. Abrams e D. Lindelof) ha come punto di partenza un naufragio, che scaraventa i 48 sopravvissuti su un’isola deserta, dove poco alla volta si riveleranno ai compagni e agli spettatori grazie a una serie di flashback e flashforward. Inoltre, le condizioni estreme in cui vivono fanno emergere i veri caratteri delle persone, ribaltandoli e trasformandoli. Lost è un insieme di interpretazioni e continui ribaltamenti, anche se il tema è uno: nella vita niente accade per caso e da qualche parte deve pur esserci una risposta. Per capire Lost si può partire da un’altra famosa serie di Abrams, Alias, una spy story in cui la protagonista ha una doppia vita (studentessa e agente segreta della CIA). Sydney assume migliaia di identità diverse, ma la sua vera sfida è quella di riuscire a capire chi è. Questa è la stessa sfida dei naufraghi che, messi alla prova dal destino, si interrogano sulla loro vita e identità precedente. Altro elemento in comune è il meccanismo del racconto: moltiplicazione di intrighi, dubbi e segreti per far compiere ai personaggi una crescita.

DESPERATE HOUSEWIVES (2004 – M. Cherry) è un vivido e ironico racconto della vita di 4 donne che devono fare i conti con le proprie scelte e le relative insoddisfazioni e che vivono nei sobborghi residenziali dove l’apparenza è tutto. È la morte di Mary Alice a dare avvio alla narrazione ed è proprio la sua voce narrante che ci giuda dentro ogni episodio con aforismi e meditazioni (è la voice over che commenta le vicende e le carica di senso e significato). La serie è molto più di un giallo perché rivela anche i segreti della provincia americana e delle quattro protagoniste: ogni personaggio ha almeno una doppia personalità e una doppia vita e possiamo dire che è anche l’opposto di se stesso (se una madre dialoga con la figlia, è la figlia che fa da madre, mentre la madre si comporta da figlia). Dal punto di vista registico, le scene sono apparentemente semplice, mentre nella realtà c’è una ricerca maniacale per il dettaglio, tanto che il telefilm raggiunge la perfezione narrativa (i destini incrociati delle protagoniste sono tenuti insieme dalla cura esasperata per i particolari, dalle citazioni e dalla scrittura apparentemente popolare). Negli USA la serie venne inizialmente rifiutata da HBO, FOX, CBS e NBC, perché la storia di quattro donne con i loro problemi appare inusuale, ma ripreso dalla ABC diventa un successo internazionale, acclamato da critica e pubblico, la metafora di un paese, un mix di genere (dal melodramma alla soap opera attraverso la messa in scena di tradimenti, figli illegittimi e vendette). In Italia la serie è stata trasmessa prima su SKY e poi su RAI2, che non è stata molto rispettosa, riservandole una programmazione irregolare e rilegandola in seconda serata.

Tratto da "BUONA MAESTRA" DI ALDO GRASSO di Francesca Masciadri
Valuta questi appunti:

Continua a leggere:

Dettagli appunto:

Altri appunti correlati:

Per approfondire questo argomento, consulta le Tesi:

Puoi scaricare gratuitamente questo appunto in versione integrale.