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Cortometraggio "Film" del 1965, tratto da Samuel Beckett con Buster Keaton

Cortometraggio "Film" del 1965, tratto da Samuel Beckett con Buster Keaton   


Soppressa ogni percezione estranea, animale, umana,
divina la percezione di sé continua ad esistere.Il tentativo di non essere, nella fuga
da ogni percezione estranea, si vanifica
di fronte all’ineluttabilità della percezione di sé.



L’ideazione di "Film", se è vero che mira all’individuo e non al mercato, è anche vero che non solo non è prontamente appetibile ai più ma addirittura spezza ogni conformità cinematografica.
Film è un cortometraggio scaturito dalla penna intrigante del commediografo Samuel Beckett, sebbene mi dia molto fastidio etichettare le menti, inizialmente commissionato per l’Evergreen Theatre che poi lo produsse, interpretato da un grande dell’arte comica che ormai si tiene in disparte dal mondo del cinema. Buster Keaton, infatti, salvo qualche apparizione negli anni Cinquanta e nei primi anni Sessanta, non appare da tempo.
Proprio mentre il colosso americano domina il mondo di celluloide con i propri gioielli scintillanti di colori, realizzati con potenti mezzi tecnici, Film un “atto senza parole di forte rilievo drammatico”2 così come sostenuto da Gianni Rondolino nella sua Storia del cinema,  esce nel 1965 in bianco e nero e, per l’appunto, senza alcun dialogo.
Ma ciò che in quel periodo e in quell’ambiente, a mio avviso, spezza di più gli “usi e costumi” del cinema tradizionale è l’introduzione di Oc e di Og, di un personaggio che nell’interpretare la sua storia si presenta fratto.

Tratto da "FILM" DI SCHNEIDER E BECKETT di Ornella Castiglione
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