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La profezia che si autoadempie


Se nel gruppo dei pari si afferma una regola non scritta tipo “Gli albanesi sono tutti criminali” sapremo che i nostri atteggiamenti coerenti con questa frase verranno premiati, quelli contrari mi esporranno alla marginalizzazione dal gruppo. Se inizierò a pensarla così starò attento solo ai fatti che inverano la tesi (attenzione selettiva), mi ricorderò solo gli avvenimenti coerenti (memoria selettiva) e leggerò le situazioni secondo questi schemi (distorsione attribuzionale). Così facendo la mia credenza verrà inverata e il mio atteggiamento confermato: la profezia si è auto-avverata. L’invito dell’educazione alla pace consiste nel rendersi conto della base del proprio pregiudizio. Cercare di superarlo aggiungendo elementi cognitivi nuovi e quanto più possibile oggettivi (avere, insomma, una continua sete di conoscenza). L’educazione alla pace propone una via per uscire da questo apparente circolo vizioso:-

-    Prendere coscienza del mio punto di vista
-    Individuare i miei potenziali errori distorsivi
-    Metacognitivizzarne le ragioni (vale a dire chiedersi il perché, per esempio, io interpreto quella domanda posta con quel tono come una mancanza di rispetto)
-    Provare a decentrare il proprio punto di vista e raccogliere quanti più elementi oggettivi possibili
-    Riprocedere all’analisi della situazione
Tratto da ANTROPOLOGIA CULTURALE E DELL'EDUCAZIONE di Barbara Reanda
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