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Le fonti del diritto amministrativo: il decentramento tra Stato e Regioni

Il riparto delle funzioni normative fra Stato e Regioni è stato modificato, a favore delle Regioni, dalla Riforma costituzionale del 2001. La stessa Riforma ha limitato il potere dello Stato di disciplinare le amministrazioni di Regioni ed enti locali, i quali possono autonomamente porre le relative norme (decentramento in alcune materie es. sanità, trasporti).

Il decentramento ha dei pro e dei contro:
Pro: migliore gestione del territorio, una risposta in modo specifico alle esigenze e una valorizzazione delle specialità del territorio;
Contro: un possibile divario tra le varie regioni anche se nel 2001 sono stati posti livelli minimi di prestazioni che le regioni devono offrire (relativamente a sanità e trasporti).
Nel referendum fallito del 2016 si voleva riportare un accentramento di alcuni compiti verso lo Stato dal momento che alcune regioni non avevano gestito bene la loro autonomia.
Ci sono degli argomenti sui quali legiferano sia Stato che Regione insieme (es. il decreto sui vaccini è stato emanato dal parlamento ma la sanità è in buona parte di competenza regionale).

A livello statale si differenziano decreto legge e decreto legislativo. Il primo è creato dal governo senza autorizzazione del parlamento e deve essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni. Questo procedimento viene usato in caso di emergenza. Il decreto legislativo invece è una legge del parlamento che dà il potere al governo (quindi ai ministri) di emanare un decreto su certi argomenti.

Tratto da APPUNTI DIRITTO AMMINISTRATIVO di Davide Monteverde
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