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Architettura dell'Informazione - Coerenza nelle classificazioni

Coerenza nelle classificazioni


L’enciclopedia cinese di Borges è citata in relazione ad IA e trovabilità. Foucault in “le parole e le cose” allude alla tassonomia di Borges (che raccontava un'improbabile classificazione di animali) passando a parlare dei limiti del nostro pensiero. Il brano è anche citato come esempio di incoerenza in un sistema di classificazione (non da F) perché usa più di un criterio di divisione alla volta. In realtà in insiemi complessi si può usare più di un fundamentum divisionis. Perché ci si deve adattare all’uso.

Le classificazioni spesso corrispondono ai modelli mentali del classificatore. Foucault non dice incoerente la tassonomia di borges, ma si chiede cosa la renda possibile. Come la gestalt insegna, non ci sono figure se non sulla base di uno sfondo. La lettura di un'immagine è sempre frutto di un accordo. Come insegna anche kuhn, la scientificità di una teoria è decisa sulla base di un insieme di teorie tacitamente accettate. Lakoff leggendo Borges allude alla classificazione usata in una lingua aborigena australiana: gli elementi di una categoria son spesso tenuti assieme non da relazioni logiche di tipo aristotelico (insieme di proprietà condivise) ma da modelli di tipo analogico come la metafora e la metonimia legate alla cultura ed alla visione del mondo da cui provengono. L’incoerenza in borges dunque è tale solo sullo sfondo della nostra visione del mondo. Lakoff sfida la teoria aristotelica della classificazione (una categoria o classe è un contenitore astratto: ogni oggetto della collezione o sta dentro o fuori. Un oggetto appartiene a un classe se ha certe proprietà: quindi ogni classe deve avere chiari confini, essere indipendente dal classificatore e tutti gli item = elementi di una classe stanno sullo stesso piano) e riprendendo il suo esempio spiega che lì gli elementi di una stessa classe non hanno un insieme di proprietà condivise – nella stessa classe ci son elementi centrali e periferici – centrali e non centrali son legati da analogie (metafora, similitudine ecc) – c’è una classe “altro”.

Torniamo ora alla questione della coerenza. Dilemmi: se esistono più schemi per classificare una stessa collezione di elementi, quale scegliere ed in base a quale criterio? In base a quale criterio valuto la coerenza interna di un sistema di classificazione?
Un schema di classificazione non si può valutare in base a criteri a priori. Ma van commisurati alla cultura ed alla visione del mondo il cui il sistema si situa. Non ci sono classificazioni giuste o sbagliate, solo appropriate a un certo uso. Le categorie miste o ibride esistono anche nella mente, anche se sul web non sempre è agevole usarle. È difficile ottenere confini netti tra le classi, meno tra i loro elementi centrali= prototipi. Usare elementi prototipici per rappresentare un classe agevola l’utente.

IA come processo top-down = le classi si ricavano operando raggruppamenti di dettaglio via via crescente
IA come processo bottom-up = …via via decrescente

L’autore suggerisce un diverso approccio: cominciare il processo d classificazione dal mezzo = classi di livello base (mobili < seggiole > seggiole da cucina, sgabelli…). Si può costruire così una tassonomia. Utilità delle categorie di livello base: i loro nomi sono brevi e usati di frequente; son familiari agli utenti; il card sorting si può eseguire con loro; nella navigazione è bene ricondurre presto gli utenti a tali categorie. Le tassonomie devono rispondere comunque a un criterio di convenienza.  Bisogna scoprire i metodi con cui il cliente interagisce con l’informazione e combinarli con le caratteristiche originali del materiale da classificare. Anche l’ordine delle classi può seguire il principio di convenienza.
Tratto da ARCHITETTURA DELL'INFORMAZIONE di Dario Gemini
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