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Michelangelo e la forma cubica


Qui si vuol trattare del problema della trasformazione del linguaggio michelangiolesco a opera della Controriforma. Per quali vie, in rapporto alle vicende del tempo, la forma di Michelangelo era stata costretta entro le semplificazioni che il rigorismo conformistico della Controriforma promuoveva, e che erano state assunte nella loro accezione più autentica dal Valeriano.
Da Daniele da Volterra, il quale si può ancora considerare un erede diretto del maestro, alla ≪scuola di Trinità dei Monti≫, la ≪forma cubica≫ di Michelangelo, attraverso un cammino riduttivo, raggiunse la sua definizione più allucinata e astratta con Luca Cambiaso all’Escorial, ma venne del tutto neutralizzata della sua forma eversiva solo nelle formule senza tempo del gesuita padre Giuseppe Valeriano.

Tratto da ARTE MODERNA di Gabriella Galbiati
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