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L'importanza del carbone nello sviluppo dei porti salentini


Il carbone veniva trasportato dalla Peninsula and Oriental nei porti salentini, era importato da Cardiff e Newcastle, una volta importato in terra d’Otranto (soprattutto a Brindisi), veniva scaricato da soggetti che utilizzavano le coffe (ceste per trasportare il carbone). Ogni 100 coffe si percepiva 1 lira. Queste a volte superavano il peso massimo di 45 Kg arrivando a pesare anche 60-70 Kg. Questo lavoro, oltre ad essere sottopagato, provocava gravi malattie, sia per il contatto con il carbone, sia per la pesantezza delle coffe. Molto spesso, accadeva che il caporale, per affidare questo lavoro, richiedeva un importo di denaro.
Per questi motivi molti decisero, di non lavorare più (scioperi, proteste, ecc.).
La mancanza di docks portava allo scarico del carbone, vicino alla ferrovia, in mezzo alla strada, mostrando un paesaggio orrendo. Lo sciopero degli operai di Cardiff e Newcastle comportò la crisi del carbone, e quindi l’utilizzo da parte delle ferrovie delle riserve di carbone, mentre il cercare nuovi modi di approvvigionamento per le navi, e i porti salentini ridussero gli attracchi.
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