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L'equilibrio degli elementi di il re dell'arena

L'equilibrio degli elementi di il re dell'arena




Sostanziale equilibrio tra gli elementi.
Lo troviamo ben esemplificato nelle inquadrature frontali, che puntano ad un’immediata constatazione dei fatti, quasi a voler cogliere l’essenziale di un’azione senza palesare il fatto né che la si sta esplorando, né che la si sta mostrando: soprattutto nei momenti in cui si vedono le ragazze guardarsi e parlarsi, senza che il loro sguardo si dia a sua volta a vedere. In questo caso l’enunciatore e l’enunciatario si dispongono su di un piano di perfetta parità, appoggiandosi ad un punto di vista che porta allo scoperto solo ciò che non può celarsi, e cioè l’enunciato: dunque in faccia ad un egli che si da per quello che è, ci sono un io e un tu che si fanno intendere ma non si dicono; in particolare l’enunciatario viene ad assumere la posizione del testimone, essendo colui che è portato a guardare, e dunque cui è consentito di vedere.
Resta da dire che le grammatiche classiche hanno rubricato questo caso sotto l’ampia etichetta delle inquadrature “oggettive”, chiamandole anche piani anonimi(nobody’s shot)

Tratto da CINEMA di Nicola Giuseppe Scelsi
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