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Gli equity carve-out

L’equity carve-out ha lo scopo di ottenere risorse finanziarie dal mercato attraverso il conferimento di un ramo aziendale in un veicolo societario destinato a essere ammesso a quotazione tramite un IPO. Solitamente solo una quota di minoranza del capitale netto della conferente detenuto nella conferitaria viene ceduta al pubblico attraverso l’IPO. Le risorse monetarie ottenute tramite la vendita pubblica di titoli azionari possono essere lasciate all’interno della controllata o trasferite alla controllante attraverso una distribuzione di dividendi, un riacquisto di azioni proprie o un finanziamento infragruppo. Tali operazioni consentono di raggiungere quegli obiettivi che tipicamente inducono le aziende a realizzare dei disinvestimenti tramite cessioni volontarie di specifici assets o linee di business, o di realizzare obiettivi specifici. Per la conferente un equità carve-out può essere una modalità per cedere una divisione per la quale è difficile trovare potenziali compratori nel mercato delle transazioni private o, comunque, per la quale è difficile spuntare un prezzo accettabile. I carve-out, inoltre, sono operazioni che consentono di far ottenere risorse finanziarie a dei rami d’azienda che la controllante non è più in grado di fianziare. Infine, con essi è possibile realizzare degli schemi di incentivazione del manager, che prevedono espressamente l’assegnazione di pacchetti azionari della società conferitaria, in maniera tale da riallineare la loro funzione obiettivo con quella degli altri investitori nella società così costituita.
Tratto da CORPORATE E INVESTMENT BANKING di Alessandra Depaola
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