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REQUISITI DEGLI AMMINISTRATORI


Art 2392 DILIGENZA
Art. 2392 Responsabilità verso la società.
Gli amministratori devono adempiere i doveri ad essi imposti dalla legge e dallo statuto con la diligenza richiesta dalla natura dell'incarico e dalle loro specifiche competenze.
Si tratta di una diligenza tecnica, si usa come parametro la natura dell’incarico. Questo però non è un requisito.

I requisiti, per gli amministratori delle società chiuse, non sono previsti dalla legge. C’è solo una norma, l’articolo 2387 che dice che  è lo statuto che può subordinare l’assunzione della carica al possesso di requisiti come onorabilità, professionalità e indipendenza.
Le SRL e le società di persone non prevedono requisiti.
I requisiti vengono previsti per le quotate e vigilate, dove intervengono interessi pubblici più rilevanti. Tutto questo è vero se non è previsto qualcosa di differente anche nel contratto sociale della SS.
Qualsiasi società ha la possibilità attraverso l’autonomia statutaria di introdurre delle regole che non devono essere contrarie alla legge. Non è frequente nelle società di persone dove di norma gli amministratori sono gli stessi che lavorano nella società e normalmente sono tutti parenti, amici quindi l’amministratore viene scelto per altre qualità (perché parente, amico, perché è quello che effettivamente gestisce).
Si può essere amministratore se non si è socio della società? L’essere socio può essere un requisito?
Il non socio può essere sempre amministratore nelle SPA. Nelle SRL e nelle società di persone deve essere previsto.
Nelle società di persone ci sono un po’ di problemi. Qualcuno sosteneva che non sempre sia possibile l’amministratore estraneo. Adesso c’è una maggior apertura. Essere socio della società può essere in alcune realtà un requisito dell’amministratore. È un requisito sicuramente nelle accomandite. Nella SAPA è amministratore di diritto l’accomandatario. Nella SAS può essere amministratore ma sicuramente deve essere accomandatario.

Altri requisiti:
  • l’essere indipendente: si comincia a parlare di amministratore indipendente dalle SPA in su;
  • c’è una norma da poco che tutela il genere meno rappresentato: quello femminile. Ci sono delle società dove è obbligatoria la nomina di una componente che, per l’equilibrio dei generi, partecipa al genere meno rappresentato;
  • la capacità di agire: l’amministratore può essere un soggetto incapace: quindi non può essere nominato amministratore un soggetto incapace. Questo lo ricaviamo dall’art 2382 che non parla di requisiti degli amministratori di SPA ma è rubricato cause di ineleggibilità e di decadenza”. Quindi se è una causa di ineleggibilità evidentemente al contrario diventa un requisito. L’essere capace, non essere stato dichiarato fallito sono dei requisiti.
Art.2382 Cause di ineleggibilità e di decadenza.
Non può essere nominato amministratore, e se nominato decade dal suo ufficio, l'interdetto, l'inabilitato, il fallito, o chi è stato condannato ad una pena che importa l'interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici o l'incapacità ad esercitare uffici direttivi.
Questi soggetti non possono essere nominati nei CdA delle SPA. Ma alla stessa conclusione si può pervenire sicuramente nelle SRL  e probabilmente anche nelle società di persone.
  • una società può essere amministratore? Bisogna essere una persona fisica o anche giuridica? Sì, esiste l’amministratore persona giuridica.
INELEGGIBILITÀ E INCOMPATIBILITÀ → ci sono due differenti situazioni. Ineleggibile è il soggetto che si trova in una determinata situazione per cui non può essere eletto. Se un amministratore è regolarmente nominato e viene dichiarato interdetto, decade. Le cause quindi sono di ineleggibilità e decade a seconda del momento in cui intervengono: prima della nomina sono di ineleggibilità; dopo la nomina sono di decadenza. L’incompatibilità, invece, impone una scelta. L’amministratore che si trova in una situazione di incompatibilità, significa che gli è stata proposta la nomina di amministratore della società ma lui fa un lavoro (ad esempio professore universitario a tempo pieno) che è incompatibile e quindi deve scegliere tra uno dei due ruoli.
Tratto da DIRITTO DEL GOVERNO DELLE IMPRESE di Mattia Fontana
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