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La logica latente del bipolarismo razziale degli USA


Fin dalla loro origine gli Stati Uniti sono stati immaginati come una formazione implicitamente razziale e classista, governata da un’egemonia anglosassone che proiettava la razza bianca e gli interessi di classe come universale della nazione.
Poiché gli immigrati non anglosassoni non rientravano negli ideali dominanti del lavoro industriale e dell’imprenditorialità moderni, finirono per essere classificati come sottomessi sia in termini razziali sia in termini di genere.
La definizione di razza, così come l’ubicazione del confine tra chi è interno e chi è esterno, si sposta con l’afflusso delle popolazioni e con i mutamenti nelle formazioni razziali di classe.

Tratto da DA RIFUGIATI A CITTADINI di Anna Bosetti
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