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L'industrializzazione negli Stati Uniti

Gli Stati Uniti sono diventati un paese nel 1800, ed economicamente sono diventati una potenza nella seconda metà dell’ ‘800.
Il modello politico-istituzionale statunitense nasce dalla Madrepatria (l’Inghilterra), inoltre gli Stati Uniti nascono in contemporanea alla Rivoluzione Francese e ne risentono molto di questa rivoluzione.



- Il popolo degli Stati Uniti è stato completamente sradicato dai popoli europei nella seconda metà dell’800: in primo luogo da inglesi, francesi e olandesi; in secondo luogo dagli irlandesi, dopo la grande crisi agraria del 1844, gli irlandesi fornivano prodotti agricoli all’Inghilterra, con la crisi agraria questi migrarono verso gli Stati Uniti; e dagli italiani, soprattutto del sud e del nord-est.
Per questo non esistono gli americani, ma il popolo è formato da un crogiuolo di razze, etnie e culture diverse.
Le popolazioni emigravano verso gli stati uniti per lavorare ed arrivare ad una situazione di benessere attraverso la creazione di ricchezza; quindi queste popolazioni erano disponibili ad iniziare nuove attività economiche. L’imprenditorialità nasce appunto dal fatto che le perone emigravano negli Stati Uniti per avere un prospettiva futura.
NOTA:
Secondo Veben la religione è collegata allo sviluppo economico, quindi il capitalismo sarebbe collegato solo all’etica protestante, perché i valori del cattolicesimo sono contrari. Quest’idea viene smentita dal caso degli Stati Uniti, perché l’etica religiosa è legata più ad una visione politica che economica. Negli Stati Uniti è, invece, il sistema sociale a rallentare lo sviluppo economico.
- Anche geograficamente gli Stati Uniti si sono costruiti nel tempo, dalla Costa Atlantica alla Costa Pacifica. La costruzione geografica è andata di pari passo con lo sviluppo economico. Gli altri paesi europei prima di arrivare ad un’economia industriale, avevano vissuto una fase in un’economia preindustriale, mentre gli Stati Uniti sono nati già industrializzati. Molto importante è lo sviluppo della ferrovia.
- È un paese molto grande, con grandi risorse, ma con poca popolazione. Economicamente questo fattore porta ad una bassa disponibilità del lavoro e un alto costo di questo. Inoltre questa è la grande diversità con l’Europa.
In Europa il problema fondamentale era proprio gestire il lavoro: c’è tanta popolazione, ma ci sono poche risorse e pochi spazi a disposizione.
Mentre gli Stati Uniti sono completamente il contrario, hanno una grande quantità di risorse, ma la popolazione è scarsa, e quindi non hanno mai avuto il problema di gestire il lavoro, ma anzi, il problema diventa gestire le risorse.
Infatti gli Stati Uniti hanno dovuto introdurre le macchine nei processi produttivi per sostituire gli uomini, che non c’erano, e la meccanizzazione riguarda sia l’industria che l’agricoltura.
L’industrializzazione americana è fondata principalmente sull’innovazione tecnologica. Il modello imprenditoriale viene copiato dalla Germania e quello finanziario dall’Inghilterra.
Grazie alla ferrovia, che passava in grandi spazi, gli Stati Uniti potevano meccanizzarsi.


Ruolo dello Stato nell'industrializzazione negli Stati Uniti


Lo Stato americano non segue né il modello inglese, né il modello francese, ma è un modello di uno Stato che:
- Regola le disfunzioni del mercato
- Non fa l’imprenditore
- Non costruisce le ferrovie, ma le sostiene con la legislazione.
Lo Stato sostiene le ferrovie con la legislazione perché il miglior modo per garantire lo sviluppo economico è far funzionare il mercato, e il mercato funziona al meglio quando è in una situazione di concorrenza perfetta. Per questo la legge si basa su una politica ANTIMONOPOLISTICA.
Inoltre lo Stato interviene sull’ALFABETIZZAZIONE, perché era essenziale l’istruzione professionale e scientifica, per garantire le innovazioni tecnologiche (che era l’unico modo per gli americani di gestire le risorse).

La meccanizzazione porta alla III RIVOLUZIONE:
la bassa popolazione e di conseguenza la grande innovazione tecnologica erano volte alla GRANDE IMPRESA, copiata dalla Germania ma sviluppata in un nuovo modello: cambia il rapporto con il mercato, con gli output, con la produzione. Il prodotto finale cambia, perché si basa sul MODELLO DI HENRY FORD (inizio 900).
Secondo questo modello la produzione doveva essere di massa, bisognava produrre beni standardizzati in serie che potevano comprare tutti. Ford produsse il MODELLO T, ovvero una macchina che dovevano comprare tutti gli operai.
Quindi non si parla più di mercato di nicchia, come in Francia, o di beni primari infrastrutturali come in Germania, ma di una produzione di massa.
Quindi si produce per un mercato diffuso, questo porta a due conseguenze:
- per applicare questo modello bisogna introdurre il MODELLO DI TAYLOR, ovvero il concetto di ORGANIZZAZIONE SCIENTIFICA DEL LAVORO O CATENA DI MONTAGGIO: ogni operaio svolgeva una parte del lavoro, si occupava sempre dello stesso pezzo.
Viene superata completamente la manifattura, l’operaio fa una parte e solo quella.
- Per applicare questo modello bisogna MANTENERE ALTI I SALARI, perché per sostenere il consumo di massa era importante che gli operai avessero un salario per comprare il MODELLO T.
Solo se chi produce può consumare, il mercato si sviluppa, quindi solo la domanda sostiene l’offerta.
L’Europa invece ha mantenuto i costi bassi rendendo basso il costo del lavoro, solo che poi non ci sono i mercati.
Mentre questo è possibile negli Stati Uniti perché gli americani sono pochi rispetto alle risorse e quindi esiste una grande possibilità di sviluppo.
L’Italia è stata il primo paese a seguire il modello Americano, con la Fiat di Agnelli.
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Appunti presi durante il corso di Storia Economica a.a. 2008-09.