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Aumento e riduzione di capitale nella società

L’ aumento di capitale nel nostro sistema è legato all’idea che preferibilmente il nuovo capitale deve derivare dai soci. L’idea è che non si modifichi con l’aumento di capitale la struttura societaria.
In America invece la concezione è differente, perché la società non è un contratto ma una forma d’impresa che prende i capitali dal mercato. Quindi l’aumento di capitale è un atto di gestione fatto dagli amministratori.

La riduzione del capitale è soggetta a numerose cautele, perché il capitale fisso è la tutela fondamentale per i creditori. Alcuni ordinamenti, invece, come quello inglese, non credono che il capitale sia una forma di tutela per i creditori, ma la società per azioni offre una garanzia ai creditori sotto il profilo della consistenza patrimoniale, sono le prospettive di reddito che determinano la tutela.
Il nostro ordinamento vede il capitale come un mezzo di tutela e di garanzia, che molti ordinamenti non prevedono. Quindi le regole di aumento e riduzione di capitale non sono uguali per tutto il mondo.
Il capitale è una cifra oggetto di un patto. Le risorse da mettere in società devono essere almeno uguali alla cifra pattuita. E per modificare la cifra pattuita bisogna modificare il patto, modificare l’atto costitutivo. Ciò che si alza o si abbassa per la gestione è il patrimonio netto.

Per aumentare il capitale si può avere una duplice situazione:
- aumentare la cifra perché si aumenta il patrimonio : aumento di capitale reale a fronte di conferimenti che aumentano il patrimonio;
- aumentare la cifra trattenendo un maggior numero di risorse che in società ci sono già : aumento nominale, la società non acquisisce nuove risorse, i soci non si distribuiscono i dividendi
L’aumento di capitale si può fare con una certa libertà, ci sono pochi limiti. Normalmente è un’operazione che se viene deliberata dalla maggioranza, non può essere sindacata da parte dell’autorità giudiziaria. L’aumento di capitale che non si scontra con nessun divieto legale non è escluso che sia abusivo se l’unico scopo per cui viene fatto è mettere in difficoltà una minoranza. Di solito però per la società non c’è danno se viene fatto un aumento di capitale.



La riduzione reale avviene quando viene modificata la cifra pattuita al fine di distribuire risorse ai soci.
La riduzione nominale avviene quando il patrimonio della società è sceso al di sotto del misurino, e quindi si aggiusta il capitale rispetto alla realtà.
La riduzione reale ai tempi si poteva fare solo per esuberanza.
Qualunque creditore può nell’interesse della categoria bloccare l’esecuzione dell’operazione.
Se il patrimonio netto diventa negativo si può de capitalizzare la società e farla continuare grazie alle re immissione di capitali che facciano risalire il netto al di sotto dell’asticella del misurino. Però si era discusso nel tempo su questo, perché la discesa del capitale sotto il livello faceva si che i soci dovevano o fare un nuovo conferimento o perdere lo status di socio. Però questo era come un ricatto giuridico. Oggi si può ricostituire il capitale a maggioranza anche quando è stato azzerato, ma si tratta di un risultato faticoso che qualcuno continua a contestare.
Mentre nella srl ci deve essere l’unanimità dei soci.
Tratto da DIRITTO COMMERCIALE DELLE SOCIETÀ di Valentina Minerva
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