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Azioni di responsabilità contro gli amministratori: definizione di standard di comportamento

In molti contratti si può determinare ex ante quali sono i comportamenti che il debitore della prestazione contrattuale deve tenere. La legge fa sapere ex ante quali sono i comportamenti da tenere. Nel rapporto di amministrazione (qualunque tipo di rapporto) non si può determinare ex ante quali comportamenti devono essere compiuti, nell’essenza della gestione amministrativa deve essere lo stesso soggetto incaricato dell’amministrazione che determina secondo i suoi criteri quali sono le scelte migliori per realizzare il suo compito. Anche questo è un contratto che verrà giudicato e si verifica se c’è stato inadempimento. Si potrà quindi solo valutare ex post il modo con cui l’attività è stata svolta. Gli americani dicono che ci sono determinati comportamenti che sono regole, però in altre situazioni non ci sono regole, ma si possono solo fissare standard, criteri per valutare se c’è stata conformità o meno nello svolgere un’attività. Quindi non ci sono regole che dicono come amministrare bene, ma ci sono degli standard che permettono di valutare se i comportamenti sono stati conformi o meno alla legge e agli obblighi.

Lo standard con cui si deve valutare il comportamento dell’amministratore, se si trattasse di amministrare i beni lasciati in eredità ad un minore, l’amministratore dovrebbe rivolgersi al giudice tutelare per avere l’autorizzazione alle decisioni straordinarie. Questa non è il ruolo che devono tenere gli amministratori di società per azioni, che invece devono avere spirito concorrenziale per portare innovazione e risultati che consentono all’impresa di vincere la gara con le altre. Nel caso dell’amministrazione di società per azioni si osserva il criterio di considerare conforme alla legge il comportamento dell’amministratore che con una valutazione onesta da uomo d’affari ha deciso di assumere una certa decisione, anche se ardita. Quindi fin quando egli esercita un apprezzamento da uomo da affare e lo fa in maniera onesta, anche se sbaglia, l’amministratore non è responsabile perché ha esercitato un business giacement onesto. C’è quindi per la legge una presunzione di conformità alla legge, di una decisione anche ardita che l’amministratore ha assunto, purché non sia influenzata da elementi che fanno dubitare la buona onestà, come il conflitto di interessi. L’amministratore deve dimostrare che il suo comportamento non sia disonesto.
Si vogliono tutelare gli amministratori che amministrano correndo il rischio.
C’è un limite di ragionevolezza che spesso segna la difficoltà di capire se l’amministratore è responsabile o meno: l’amministratore imprudente, opportunista, che sa che se il rischio si avvera non risponde lui. Questo comportamento deve essere scoraggiato dalla legge.
Tratto da DIRITTO COMMERCIALE DELLE SOCIETÀ di Valentina Minerva
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