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I contratti dei consumatori, fra le imprese e usurai


I contratti dei consumatori

La legge dispone, come si è visto, che sono vessatorie le clausole di un contratto stipulato fra un professionista e un consumatore, che, malgrado la buona fede, comportino un significativo squilibrio tra i diritti e gli obblighi.
Ma il sistema va oltre: il codice italiano, la giurisprudenza europea, la direttiva comunitaria, affiancano alla valutazione dello squilibrio la contrarietà alla buona fede.

I contratti fra imprese

La fattispecie più significativa, ai nostri fini, e l’abuso di posizione dominante, con la quale si disciplina il contegno di un’impresa.
La legge in tema di subfornitura introduce la fattispecie dell’abuso di dipendenza economica riferibile ad ogni rapporto tra imprese, clienti e fornitrici.

I contratti usurari

Vedremo che la legge sull’usura (l. 108/96) pone problemi di coordinamento con la disciplina della rescissione e della nullità per contrarietà a norme penali imperative.
Con essa si elimina il requisito dell’approfittamento dello stato di bisogno (che diviene circostanza aggravante) e si configurano due ipotesi di reato: una a carico di chi si fa dare o promettere interessi o vantaggi usurari, entro un limite fissato per legge; l’altra nei confronti di chi, al di sotto della soglia legale, si fa dare o promettere vantaggi o compensi che “risultano sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità, quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria”.
Tratto da DISCIPLINA GIURIDICA DEI CONTRATTI di Stefano Civitelli
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