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ORNAMENTO


La relazione tra utilità e superfluità introduce la nozione di ornamento.
L’architettura deve essere utile ma da sempre ha portato con sé una certa quantità di decoro, ornamento questo vale anche per l’architettura minimalista che è una sorta di paradosso dell’ornamento in quanto lo va a togliere nella maniera più elegante ma pone attenzione al dettaglio il quale può essere considerato esso stesso una sorta di ornamento.

Etimologia del termine ornamento

dal sostantivo latino ornamentum = apparecchio, apparato, equipaggiamento ma anche ciò che abbellisce persona o edificio, ciò che da decoro.
Il sostantivo ornamentum deriva da orno che a sua volta deriva dal verbo latino ordo (verbo latino) da accostare a ordior e ordo = ordine (kosmos)
L’etimologia della parola ornamento indica la presenza di una relazione con la nozione di ordine in quanto l’ornamento può avere un ordine in sé ma anche fare parte dell’ordine dell’oggetto del quale è l’apparecchio.

Quando si parla di ciò che abbellisce si preferiscono utilizzare le parole:
→ decoro, dal latino decorum = convenienza, decoro
→ decorazione dal verbo latino decorare = ornare, abbellire

Entrambe sono legate al verbo latino decere che sottintende una dimensione etica = convenire, stare bene, confarsi ma anche essere giusto, conveniente, decoroso, opportuno.

La nozione di ornamento non può essere ridotta ad un quesito sulla relazione tra gli elementi necessari e gli elementi superflui di una costruzione in quanto un ornamento può essere un elemento necessario ad ottenere qualcosa di essenziale che ha a che fare con la decenza e la dignità di una costruzione.

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Rappresentare la
DIGNITA’ UMANA → ETICA = SFERA DELL’AGIRE BENE UMANO


Che tipo di rapporto deve avere l’ornamento rispetto alla sfera della necessità?
→ Autonomo
→ Eteronomo
, ovvero prendere leggi dall’ordine che ricalca, ovvero dalla dimensione della necessità.

Si ritiene che l’ornamento sia legittimo purchè sia eteronomo nel senso che si lascia guidare dalla sfera della necessità (apparato strutturale) come se ne fosse una continuità.

Nel corso della storia dell’architettura occidentale si registrano fasi di horror vacui, ovvero dell’aumento degli elementi ornamentali, d’amor vacui, ovvero della diminuzione degli elementi ornamentali, e fasi di equilibrio tra le due tensioni.
Il discorso sull’ornamento si concentra nei due periodi di maggior acme ovvero nel Settecento, cioè subito dopo la sperimentazione barocca, e nel Novecento, cioè subito dopo la sperimentazione funzionalistica.

Leon Battista Alberti ritiene che c’è una differenza essenziale tra l’ornamento e la bellezza nel senso che il primo ha il carattere di qualcosa di aggiunto mentre la seconda è una proprietà inerente ma le due dimensioni sono sinergiche in quanto l’ornamento funziona come una sorte di luce ausiliarie e un complemento alla bellezza.


Settecento

Perrault afferma la cardinalità degli elementi strutturali necessari contro gli elementi ornamentali superflui, intraprende quindi una sorta di battaglia contro l’ornamento in quanto inteso come qualcosa di superfluo che deve essere eliminato.

Laugier concorda con quanto sostenuto da Laugier e le regole relative all’uso dell’ornamento da lui elaborate sono piuttosto severe nel senso che egli ritiene che il decoro esige che la magnificenza di un edificio non sia né maggiore né minore di quella che si addice alla sua funzione e la decorazione deve essere quindi conforme al rango ed alla qualità di chi lo abita.
Egli crede che se l’ornamento ha una sua dimensione etica allora la sua presenza può lavorare insieme all’utilità.

Kant intende per ornamento cioè che non appartiene alla parte costruttiva ma è una sorta di aggiunta che aumenta il compiacimento del gusto ma soltanto in virtù della sua forma, sostanzialmente si schiera anch’esso contro l’ornamento ma non del tutto, fa una distinzione nel senso che in alcuni casi può essere positivo mentre in altri negativo.


Quadro incorniciato con una cornice dorata.
Kant distingue le tre componenti
→ quadro = necessità (N)
→ cornice = ornamento positivo perché a servizio di N e la valorizza
→ color oro = ornamento negativo perché distrae

Kant identifica ciò che separa l’ornamento dalla decorazione infatti il valore del primo rispetto il disvalore della seconda è qualcosa che ha a che fare con la forma nel senso che se l’oggetto aggiunto ha una sua forma (cornice del quadro) che possiede qualche bellezza allora è un ornamento ed è positivo mentre se l’oggetto aggiunto non ha una forma allora è una decorazione ed è negativo (doratura).

La cornice dunque rappresenta un ornamento con forma mentre il colore oro è un ornamento senza forma e non è misurabile.
Il colore ha una dimensione meramente soggettiva che non è comunicabile o condivisibile, la bellezza invece si ha se c’è intersoggettività, è necessario per cui che ci sia una forma, ovvero qualcosa che sia misurabile, condivisibile, comunicabile a tal proposito il colore non è considerato come un qualcosa di compositivo.
Kant inoltre specifica che gli ornamenti sono comunque parerga ovvero un ornamento che aumento il compiacimento del gusto ma è un’opera secondaria, una sorta di appendice, l’ornamento è negativo se è troppo autonomo degli elementi strutturali necessari dell’oggetto architettonico.

Tratto da ESTETICA DELL'ARCHITETTURA di Francesca Zoia
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