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Valore attuale netto (VAN) o Net Present Value (NPV)


E’ il criterio più ampiamente utilizzabile nella valutazione economica dei progetti di investimento (strumento flessibile e di facile utilizzo).
La logica dell’utilizzo di flussi di cassa scontati su cui si impernia il VAN è nota come DCF (Discounted Cash Flow)
Il VAN dell’investimento è la somma algebrica di tutti i flussi di cassa attualizzati, generati dal progetto considerato.

Il VAN rappresenta la ricchezza incrementale generata da un progetto, espressa come se fosse immediatamente disponibile.
Qualora il VAN dovesse assumere valori negativi, ovviamente, non vi sarebbe motivo per portare a termine un investimento che anziché generare valore lo distruggerebbe.
Un VAN positivo testimonia la capacità di un progetto di liberare flussi di dimensione sufficiente per ripagare l’esborso (o gli esborsi) iniziali, remunerare i capitali impiegati nell’operazione, e lasciare ancora risorse residue per ulteriori destinazioni.

La formula del VAN presuppone implicitamente che il reinvestimento dei flussi generati dal progetto originario abbia luogo a un tasso che coincide con il costo del capitale, k.
Il costo del capitale esprime sia il costo dei mezzi di terzi, sia del capitale di rischio. La possibilità di reinvestire i flussi al tasso k, dunque permette in ogni caso di ottenere rendimenti dalle dimensioni adeguate a coprire anche la remunerazione dei portatori di capitale proprio.
Proprietà fondamentale del VAN: i flussi associati all’investimento sono una funzione lineare omogenea; dal punto di vista algebrico significa che i flussi possono subire combinazioni lineari di varia natura senza che si manifestino effetti distorcenti sul VAN. In particolare: VAN (A) – VAN (B) = VAN (A – B)
Un effetto apprezzabile di tale proprietà risiede nella possibilità di ignorare gli stessi proventi dei progetti, qualora esistessero difficoltà nella loro determinazione, concentrando l’analisi unicamente sulla dinamica dei costi.

Tasso interno di rendimento TIR (Internal Rate of Return) o tasso implicito – TIM. Può essere calcolato ponendo la sommatoria dei flussi attualizzati=0 e risolvere l’equazione rispetto al tasso di attualizzazione (r).
(nulla cambia se i flussi negativi sono più di uno)
NB: il k* è il TIM.
Il TIM è quel costo del capitale per il quale i benefici in termini di flussi di cassa futuri generati dall’investimento, sono completamente assorbiti dall’esborso iniziale e dalle uscite successive, necessarie a compensare il finanziamento iniziale.
Nel concreto il TIM può essere calcolato per successive approssimazioni, aumentando volta in volta il tasso di attualizzazione, fino a che il VAN non diviene negativo.
Esso rappresenta il costo massimo della raccolta affinchè permanga la convenienza economica del progetto. Si tratta di quel particolare tasso di attualizzazione che rende identici i valori dei flussi positivi e negativi di un progetto.
Visto che qualsiasi operatore razionale realizzerà un investimento fintanto che il rendimento che ne potrà derivare sarà almeno pari al costo delle risorse assorbite, possiamo giungere alla conclusione che il TIM rappresenta il rendimento lordo di un progetto di investimento.
Si tratta del rendimento lordo poiché esso non considera in alcun modo il costo delle risorse utilizzate, non attualizza il costo delle forme di finanziamento utilizzate dall’impresa (in un’accezione “imprecisa” si potrebbe dire che non considera il valore finanziario del tempo). Il tasso applicato ai flussi positivi (e negativi) è il TIM stesso, e non il costo del capitale.
Con l’utilizzo di questo criterio k assume semplicemente il ruolo di termine di raffronto:
Se r>k -> il rendimento del progetto eccede il relativo costo di finanziamenti e si genera così ricchezza incrementale
Se r<k -> allora la realizzazione del progetto imporrebbe il sostenimento di costi di finanziamento che non potrebbero essere compensati dai flussi successivamente liberati (il piano andrebbe rifiutato)
Se si considera un unico progetto, le conclusioni di VAN e TIM coincidono perfettamente: in corrispondenza di un VAN positivo, il TIM eccede il costo del capitale; se il VAN diventa negativo, TIM < k.

Tratto da FINANZA D'AZIENDA di Alessia Chiovaro
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