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Misurazione del valore economico del capitale


Indice della redditività contabile del capitale di rischio, il ROE è interpretabile come la misura percentuale della variazione subita da tale capitale per effetto della gestione globale dell’impresa, così come il reddito netto ne è la misura in termini assoluti.
Il valore economico del capitale proprio rappresenta il parametro più significativo per misurare la bontà della gestione e la sua variazione l’espressione dell’incremento o decremento di ricchezza prodotto dalle varie decisioni di investimento o finanziamento. La variazione del valore ec.del capitale proprio in un arco temporale dato rappresenta, in assenza di distribuzione di dividendi, il reddito economico del periodo:
[1]                        REn = Wn – Wn-1
REn: reddito economico del periodo n
Wn e Wn-1: valore economico del capitale proprio rispettivamente al tempo n e al tempo n-1.

Se nel periodo considerato sono stati distribuiti dividendi:
REn = (Wn – Wn-1) + DIVn
DIVn: ammontare dei dividendi distribuiti l’anno n.
Modalità di stima valore economico di un capitale: “il valore di un qualunque capitale coincide con i frutti che tale capitale è atteso dare nel futuro (opportunamente attualizzati)

L’espressione [1] richiama quelle utilizzate per misurare il reddito netto contabile in assenza di dividendi distribuiti e di operazioni sul capitale:
RNn = CNn – CNn-1
RNn: reddito netto contabile del periodo n
CNn e CNn-1: valore contabile del capitale al tempo n e al tempo n-1.

Che relazione esiste tra RE e RN o tra W e CN? Salvo casi particolari, valore economico (W) e valore contabile (CN) del capitale proprio non coincidono. Di conseguenza quest’ultimo non può costituire il termine generale di riferimento per misurare il valore reale connesso alle decisioni di gestione del capitale. (v. limiti del modello contabile).
La causa principale del permanere di tale divario va ricercata nel fatto che il capitale netto di bilancio anche nella veste di capitale di funzionamento rivalutato, non recepisce per sua natura una previsione di lungo andare sul presunto flusso di redditi futuri, limitandosi a considerare le componenti future di reddito riconducibili al compimento delle operazioni di fine esercizio. Questa limitazione, che può rivelarsi notevole per la stima del valore connesso ad attività materiali,  si accentua in presenza di elevati investimenti in attività immateriali quali conoscenza tecniche, qualità manageriali, immagine, sistemi di gestione, etc. Tali attività sono infatti spesso caratterizzate da ritorni futuri incerti e proiettati su un orizzonte temporale che supera i limiti angusti della nozione di ciclo economico tecnico di breve durata, su cui si basa la stima del capitale netto di bilancio
Tratto da FINANZA D'IMPRESA di Alessia Chiovaro
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