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Il dispendio energetico giornaliero

Il dispendio energetico giornaliero


Esso è definito da tre componenti:
- Metabolismo basale (60%)
- Termogenesi indotta dalla dieta (10%)
- Termogenesi da esercizio fisico (30%)

Per Metabolismo basale (MB) si intende la quantità di energia necessaria per la gestione della vita vegetativa nel soggetto messo in posizione supina e in condizioni di:
- riposo psico-motorio da almeno 30 minuti
- riposo digestivo da almeno 12-16 ore
- riposo termico ovvero 18-20°C, temperatura che non permette di termogenerare né di termoperdere (neutralità termica).
Esso inoltre è determinato dall’età (Il MB diminuisce con l’età), dal sesso (il MB è minore nella femmina rispetto al maschio di pari età), dalla superficie corporea (la dispersione di calore è proporzionale alla superficie) e dallo stato nutrizionale (il MB è determinato, per definizione, in condizioni di digiuno).
MB= VO2 x EcmLO2 x Tempo
Il consumo di ossigeno (VO2) nel maschio (230 ml/min) è più elevato del consumo di ossigeno della femmina (180 ml/min) poiché il primo ha più massa magra e le cellule della massa magra, a differenza di quelle della massa grassa, respirano.
Come EcmLO2 si considera il valore intermedio tra 5,01 (glucosio) e 4,7 (palmitico)=  4,85.
Il Tempo giornaliero è rappresentato da 1440 minuti.

Per Termogenesi indotta dalla dieta (TID) si intende l’effetto termico indotto dagli alimenti, definito altrimenti come Azione Dinamico-Specifica degli alimenti (ADS), ovvero l’aumento del consumo di ossigeno in seguito all’ingestione dei nutrienti. Ogni volta che si utilizzano i nutrienti di un pasto si consuma il 10% del dispendio energetico totale giornaliero.

Per Termogenesi da esercizio fisico (TEF) si intende il dispendio energetico durante l’attività fisica. Il metodo predittivo migliore consiste nel moltiplicare il MB per un Fattore Specifico (FMB) che è stato successivamente sostituito dall’indice energetico integrato (IEI) ovvero il consumo energetico relativo ad una determinata attività comprese le pause.

Tratto da FISIOLOGIA DELLA NUTRIZIONE II di Lucrezia Modesto
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