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La gerarchia urbana come classificazione delle città


Un modo efficace per riconoscere le modalità di organizzazione dei sistemi di città consiste nel considerare la gerarchia urbana, ovvero una classificazione delle città in base a dimensioni e complessità funzionale. È possibile misurare il numero e il tipo di funzioni svolte da ciascuna città o area metropolitana. La gerarchia assume la forma di una piramide al cui vertice compaiono poche città grandi, mentre alla base si trovano molti centri piccoli. Le città di dimensioni minori sono sempre di numero maggiore rispetto a quelle grandi. Vi è un numero esiguo di città mondiali, ovvero grandi centri urbani che sono punti di controllo delle attività internazionali di produzione, marketing e finanza. Sono denominate centri di controllo e comando dell’economia globale, come Londra, New York e Tokyo che ospitano il maggior numero di società transnazionali e le filiali delle società multinazionali.
Negli anni Venti e Trenta, furono formulati in forma grafica modelli relativi alla crescita e all’uso del territorio urbano. Nel modello a struttura concentrica (o ad aree), la comunità urbana si distribuisce come una serie di anelli nidificati. Si riconoscono 4 cerchi concentrici che si differenziano tra loro per l’utilizzo dei suoli al crescere della distanza dal CBD (distretto centrale degli affari):
1) Una zona di transizione caratterizzata dal degrado di vecchie strutture residenziali, un tempo abitate da cittadini abbienti e abbandonate con l’espansione della città, diventate fatiscenti e occupate a da una popolazione a basso reddito o stranieri;
2) Una zona di residenze occupare da lavoratori nel settore industriale;
3) Una zona di abitazioni migliori con affitto elevato e abitate da chi può permettersi di pagare il costo del tragitto per arrivare alla CBD;
4) Un zona in cui si concentrano i pendolari, consistenti in sobborghi residenziali isolati.
Il modello a settori si concentra anch’esso sugli schemi relativi alla distribuzione delle abitazioni e della ricchezza, ma conclude che le aree residenziali caratterizzate da affitti elevati dominano nei processi di espansione della città e si sviluppano verso l’esterno rispetto al centro città.
Secondo il modello a nuclei multipli, le grandi città si sviluppano espandendosi verso la periferia a partire da molteplici nodi di crescita.
Maggiori sono le dimensioni e il livello di complessità economica e sociale delle città, più forte risulta la tendenza dei loro abitanti a separarsi in gruppi basati sullo status sociale, familiare e sull’etnicità.
Lo status sociale di un individuo o di una famiglia è determinato dal reddito, dal livello di istruzione, dal tipo di occupazione e dal valore dell’abitazione. Ma i parametri possono essere diversi a seconda della cultura. Un valido indicatore relativo alle abitazioni consiste nel numero di persone per stanza. Se il numero di persone per stanza è basso, lo status sociale è elevato.
Mano mano che la distanza del centro città aumenta, l’età media dei residenti adulti scende o i loro nuclei familiari sono numerosi. Le persone di una certa età con figli grandi fuori di casa o i giovani non sposati e senza figli risiedono verso il centro della città. Le famiglie giovani hanno bisogno di spazio per crescere i figli e si spostano in zone più periferiche, mentre chi ha una certa età può essere attirato dalla vita culturale ed economica della città.
In molti casi, l’etnicità è volutamente difesa segregandosi e creando dei quartieri-ghetti come “Little Italy” o “Chinatown” a New York.

Tratto da I CONCETTI CHIAVE DELLA GEOGRAFIA di Gabriella Galbiati
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