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AREE DEL COLLOQUIO


Nell’ambito della diagnosi è necessario che lo psicologo utilizzi delle mappe di riferimento che gli forniscano un orientamento nella conoscenza della psiche del soggetto. Gabbard suggerisce l’esplorazione di 3 aree:

1) VALUTAZIONE DELLE CARATTERISTICHE DELL’IO
Scopo di comprendere le forze e le debolezze di un paziente. E possono essere ottenute anche attraverso la raccolta dei dati anamnestici. Valutare la forza e la debolezza dell’Io significa:
- Cercare di comprendere se le sue funzioni sono integre e info. di questo genere provengono da ciò che il paziente dice, dal suo linguaggio e dal suo stile comunicativo, dagli aspetti della CNV e dalle emozioni.
- Un indice fondamentale la capacità di tollerare l’angoscia, bisogna misurare il grado di tolleranza del soggetto fin dal 1°  colloquio poiché situazione ansiogena.
- è un esperienza significativa in quanto offre info. che riguardano il livello di integrazione dell’identità  del soggetto, ovvero la capacità di integrare gli aspetti contradditori e conflittuali di sé e della realtà.
- Fondamentale è l’esame di realtà e lo si può valutare attraverso l’osservazione delle operazioni difensive del paziente.
Qui un’altra area da esplorare coincide con le parti sane del paziente, cioè quelle risorse interiori positive che rappresentano le forze progressive dell’Io orientate alla ricerca di aiuto e cooperazione con lo psicologo, allo scopo di superare sofferenze e inibizioni.

2) LE RELAZIONI OGGETTIALI
Lo studio delle modalità relazionali permette allo psicologo di esplorare i tratti salienti della personalità del paziente e a questo di prendere coscienza di alcuni aspetti del suo disagio. È fondamentale raccogliere info. sulla posizione del paziente all’interno della famiglia e dei sistemi sociali. Ciò che più interessa è:
-Qualità delle relazioni oggettuali interiorizzate e attenzione a come il paziente si racconta.
-Osservare il comportamento non verbale del paziente, cioè voce, sguardo, postura.

3) LE CARATTERISTICHE DEL SE’
Il Sé coincide con la totalità della psiche, dunque sono da considerare numerosi aspetti:
A) Valutare la coesione, continuità e i confini del Sé (il colloquio da la possibilità di esplorarli).
B) Valutare la capacità del paziente di fare esperienza del proprio Sé e valutare la sua autostima.
C) Valutare il Sé corporeo o unità psicosomatica.
D) Considerare la CNV nelle sue 3 funzioni importanti: informativa, metacomunicativa e iconica.

Il sistema di riferimento di Kernberg invece si basa su 3 criteri strutturali che si riferiscono:
1. Area dell’integrazione dell’identità: è la capacità del soggetto di confrontarsi con le rappresentazioni
del Sé e degli oggetti, tollerando la conflittualità che ciò comporta. Importante l’esplorazione della sessualità e aggressività, che consente al diagnosta di capire se questa capacità è integra o meno.
2. Area delle operazioni difensive: è importante capire se il soggetto mette in atto un controllo difensivo
nei confronti dell’angoscia che un’intensa relazione con l’altro provoca in lui.
3. Area dell’esame di realtà: valutare se il paziente ha confusione tra la realtà esterna e la realtà interna, che può rendersi evidente durante il colloquio.
La valutazione di questi elementi offre al diagnosta la possibilità di comprendere se la funzione integrativa dell’identità si è consolidata o si presenta una dispersione dell’identità: che conduce ad un impoverimento delle relazioni oggettuali tale da causare un sentimento di totale vuoto interiore.
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