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PSICOPATOLOGIA E PSICODIAGNOSTICA


Queste sono dialetticamente correlate, ed è dimostrato dal fatto che talvolta la capacità di diagnosticare è limitata da un’inadeguata conoscenza della psicopatologia, e questa non deve dimenticare che i sintomi sono qualcosa di relativamente mutevole e camaleontico.
La psicodiagnosi deve essere pensata in funzione di una psicopatologia che miri cioè alla ricerca del senso irripetibile di ogni vissuto, non solo, la descrizione psicopatologica è fondamentale per la comprensione del disturbo psichico, poiché da a quest’ultimo forma e nome. Però, il loro merito principale è quello di fissare le idee e il difetto è lo stesso, ovvero di fissare le idee: se una nozione è inquadrata troppo rigidamente si immobilizza.

Etichetta: rimanda alla diagnosi psichiatrica tradizionale e alle sue caratteristiche: fissità, casualità lineare..
Nome: fa riferimento ad un nuovo concetto di diagnosi, intesa come valutazione clinica: un processo finalizzato alla produzione di senso.
Dunque è necessario che la descrizione psicopatologica non sia né satura né definitiva, ma aperta alle possibili ridefinizioni. Qualsiasi descrizione psicopatologica rimanda non solo all’oggettività del fenomeno, ma anche alla soggettività del vissuto che ne deriva. La psicopatologia dovrebbe dare attenzione alla singolarità di ogni individuo e deve essere basata sull’ascolto e sulla comprensione dell’esperienza vissuta.
Il disturbo psichico non può essere inteso come una disfunzione della personalità correlata con l’insufficiente capacità di trovare modalità e tecniche adeguate per affrontare la vita. È importante che il diagnosta non individui il sintomo come elemento centrale, ma si rivolga piuttosto alla persona nella sua globalità.
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