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Bilanci bancari IAS-compatibili e variabilità dei risultati aziendali


La variabilità dei risultati aziendali sarà, per effetto dell’applicazione dei nuovi principi contabili, accentuata e comunque superiore a quella attuale.
Il dibattito relativo all’effetto degli IAS sui bilanci bancari si è focalizzato maggiormente sul tema della potenziale variabilità dei risultati aziendali per effetto dell’applicazione dei nuovi criteri di valutazione ed in particolare del fair value o "valore equo" in sostituzione del tradizionale "valore del costo".
Infatti si ritiene che un bilancio IAS-compatibile esprima risultati aziendali e stock di patrimonio netto più oscillanti nel tempo rispetto ad un bilancio redatto secondo le norme tradizionali.
In particolare, l’obiettivo è quello di verificare se le nuove norme in tema di classificazione, redazione e valutazione di alcune poste di bilancio, se adeguatamente applicate (rispettate nello spirito e nella lettera), creino realmente una variabilità nei risultati economici e nelle condizioni patrimoniali. […]

Criteri di valutazione contabile e variabilità dei risultati aziendali
Non necessariamente e non in assoluto la disciplina contabile IAS forza la banca a sopportare una maggiore volatilità dei risultati del conto economico; tale fenomeno contabile si può verificare con maggiore probabilità in alcuni segmenti della sua attività e del bilancio, mentre in altri segmenti (ad es nel caso degli investimenti immobiliari), la variabilità dei risultati di un bilancio IAS-compatibile non è significativamente difforme da quella riscontrabile nei bilanci tradizionali. Più in particolare, la maggiore o minore variabilità dei risultati d’esercizio rispetto alla situazione attuale dipende in misura rilevante da come fino ad oggi la banca ha operato le scelte consentite dalla normativa in tema di processi di valutazione.
La nuova disciplina si articola soprattutto su 3 aspetti che caratterizzano il nuovo modello di bilancio (non solo quello bancario):

1. Un’applicazione diffusa del criterio del fair value (c.d. Fair value accounting o FVA) delle attività possedute a fine esercizio e, sotto certe condizionie cautele, delle passività in essere. Tale aspetto attribuisce centralità assoluta ai valori correnti delle attività e delle passività nella determinazione del patrimonio aziendale, sostituendosi ai valori storici emergenti dall’applicazione delle più tradizionali valutazioni "al costo" (con questa espressione nel caso delle attività si fa riferimento al loro prezzo di acquisto e/o più in generale al costo sostenuto per la loro acquisizione nel processo produttivo, procedendo eventualmente alle necessarie rettifiche/svalutazioni).

2. Una ridotta o, in molti casi, nulla discrezionalità lasciata alla banca nella redazione del proprio bilancio sotto il profilo sia della classificazione delle diverse categorie di attività-passività, sia della contabilizzazione delle diverse operazioni e delle valutazioni a fine esercizio. Nella disciplina morente tale discrezionalità si manifesta quando la normativa propone due o più alternative di scelta lasciando alla banca la determinazione di quella più coerente con la propria visione del bilancio, invece la disciplina IAS è molto più rigida e anche laddove la disciplina IAS proponga più di un metodo di valutazione delle attività esistenti, essa tende a regolare con dettaglio, severità e rigidità l’utilizzo delle diverse alternative.

3. Un grado di dettaglio particolarmente significativo nello stabilire le "regole tecniche" relative alla contabilizzazione dei vari fatti di gestione. Tale aspetto deve essere considerato in forma particolare: nella disciplina IAS il suddetto grado di dettaglio nelle regole di contabilizzazione è infatti senz’altro superiore a quello oggi previsto per i bilanci delle imprese non finanziarie, regolati dalle norme del codice civile. Rispetto alle norme speciali relative al bilancio bancario, il grado di dettaglio può invece essere considerato inferiore
Uno degli effetti certi dell’introduzione della disciplina IAS è rappresentato dal fatto che le banche non potranno più adottare comportamenti contabili volti unicamente all’occultamento delle perdite, o meglio volti a dare minore evidenza a perdite di esercizio legate alla riduzione dei valori di mercato degli asset ("nascondendole" nei meno evidenti dati della nota integrativa).
Tratto da IL SISTEMA FINANZIARIO di Alessia Chiovaro
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