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Che cos’è oggi la moneta


Si sono naturalmente evolute le strutture tecniche e organizzative che fanno da supporto all’uso della moneta. Complessivamente, è sempre meno netta la separazione tra moneta e altre attività finanziarie; ciò anche in relazione al continuo accrescersi della rapidità e della facilità di conversione tra le diverse forme di detenzione della ricchezza. In senso più restrittivo, la definizione di moneta comprende il “circolante”, cioè la moneta legale detenuta dal pubblico e i depositi monetari, cioè i depositi che per la natura del contratto consentono un utilizzo come mezzo di pagamento (emissione di assegni, per es.). Nel gergo economico statistico è l’aggregato M1
L’innovazione finanziaria (in particolare la tecnologia) influenza la composizione di M1. Per esempio la la diffusione della rete si sportelli bancari e successivamente della rete di sportelli automatici consente una progressiva riduzione del circolante (delle scorte di moneta legale) detenuto dal pubblico. Nello stesso tempo altre innovazioni altre innovazioni come le carte di pagamento e i circuiti elettronici aumentano enormemente l’efficienza nell’utilizzo delle scorte monetarie. Il circolante e l’aggregato M1 si riducono sempre più rispetto ai parametri dell’economia reale: nei principali paesi industrializzati, il circolante non rappresenta ormai che un valore molto basso (tra il 3 e l’8% del PIL); è comunemente compreso tra il 10 e il 30% del PIL.
Il secondo aggregato monetario utilizzato è M2, cioè la somma di M1 e dei depositi con scadenza a 2 anni. La componente aggiunta è rappresentati da strumenti finanziari (compresi i certificati di deposito) che non consentono un diretto utilizzo come mezzo di pagamento, ma possono essere convertiti rapidamente in moneta (o perché sono  vista o comunque a scadenza breve oppure perché sono negoziabili). Pur non essendo mezzi di pagamento, la loro dimensione è rilevante ai fini della stima del “potere d’acquisto” effettivamente nelle mani del pubblico, il quale potere di acquisto si fonda non sulla moneta in senso stretto ma sulla possibilità di acquisirne rapidamente la disponibilità.
Infine M3 rappresenta un aggregato ancora più esteso, fino a ricomprendere componenti quali i titoli di mercato monetario, le quote di fondi comuni monetari e le obbligazioni con durata fino a 2 anni.
I conclusione gli aggregati rappresentano versioni più o meno restrittive delle “attività finanziarie liquide” rilevanti per il controllo dell’equilibrio macroeconomico tra potere di acquisto disponibile presso il pubblico e fabbisogno di regolamento degli scambi.
Il pubblico ricerca le combinazione più vantaggiose rispetto alle esigenze di liquidità e rendimento: la moneta legale è senza rendimento (e in molti paesi anche i depositi in c/c); passando ad aggregati più ampi (comprendenti titoli a breve termine ad es) la natura diretta di mezzo di pagamento non esiste più,in compenso vi è un vantaggio di rendimento.
Uno dei tratti dell’innovazione  finanziaria è di offrire strumenti finanziari  che sono sempre più efficaci nel combinare liquidità e rendimento.

M1 = Moneta circolante + depositi monetari
M2 = M1 + depositi con scadenza a due anni
M3 = M2 + titoli di mercato monetario, quote di fondi comuni monetari + obbligazioni con durata fino a due anni
Tratto da IL SISTEMA FINANZIARIO di Alessia Chiovaro
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