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Gli effetti degli IAS-IFRS sui finanziamenti delle banche alle imprese


Secondo la moderna teoria dell’intermediazione finanziaria, l’esistenza delle banche (e degli altri intermediari) si giustifica in virtù delle asimmetrie informative che caratterizzano i mercati, ossia della diversa disponibilità di informazioni tra prenditori e prestatori di fondi.
Le banche producono e sfruttano le informazioni funzionali all’attività di impiego in modo più efficiente degli altri investitori, grazie alle economie che sono in grado di realizzare ma anche attraverso la disponibilità di informazioni riservate sulla qualità del debitore. Al prestito è associato inoltre un maggiore incentivo all’analisi della qualità del debitore rispetto ad altri tipi di investimento, in virtù dei problemi di free riding che caratterizzano i mercati delle azioni e delle obbligazioni. La valutazione del merito di credito del debitore (sia prima che durante il rapporto di finanziamento) incorpora informazioni sia quantitative che qualitative che possono essere combinate secondo modalità diverse da banca a banca.
A partire dal 2005 le società quotate su un mercato regolamentato di uno Stato membro dell’UE, devono redigere i propri bilanci consolidati sulla base dei principi contabili emessi o adottati dall’International Accounting Standards Board (IASB), gli IFRS (International Financial Reporting Standards), alcuni dei quali meglio conosciuti come International Accounting Standards (IAS).
Nell’ambito framework definito dallo IASB, il principio della competenza prevale su quello della prudenza, di conseguenza il reddito include anche componenti non realizzate, mentre si prevede esplicitamente il principio della prevalenza della sostanza sulla forma.
I principali obiettivi esplicitamente perseguiti dal legislatore europeo con l’introduzione degli IAS-IFRS sono la comparabilità dei bilanci delle imprese nonché il miglioramento della qualità e della trasparenza dell’informazione finanziaria, in modo da favorire l’efficienza del mercato unico dei capitali.
Le imprese che adottano gli IAS dovrebbero beneficiare di una riduzione del costo del capitale di debito (così come auspicato dal legislatore europeo) grazie all’aumento della quantità e qualità dell’informazione di bilancio. Questo costituisce un incentivo verso la scelta di redigere i bilanci secondo gli IAS-IFRS per le società che non sono obbligate a farlo ma ne hanno la facoltà.
Potrebbe prospettarsi inoltre una relazione tra principi contabili e composizione della fonti di finanziamento, a causa delle diverse capacità e modalità con cui i vari agenti economici compiono le loro scelte di investimento. Se le banche dispongono di maggiori informazioni rispetto agli altri investitori e sfruttano in maniera più efficiente quelle condivise, nell’ambito delle imprese che adottano i nuovi principi contabili, potrebbe emergere un incentivo al ricorso al credito bancario rispetto ad altre forme di finanziamento.
Uno degli elementi caratterizzanti degli IAS è la disclosure richiesta alle imprese che applicano tali principi, una circostanza che consente agli analisti di disporre di una maggiore quantità di informazioni.
I nuovi principi contabili attribuiscono al bilancio consolidato un ruolo centrale; per le imprese che detengono partecipazioni di controllo o di collegamento, esso rappresenta il documento contabile più importante.
Tratto da IL SISTEMA FINANZIARIO di Alessia Chiovaro
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