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Gli obiettivi del controllo del sistema finanziario


Gli obiettivi del controllo si articolano nei due grandi ambiti degli obiettivi della politica monetaria, e degli obiettivi della regolamentazione e vigilanza.
I primi rientrano nel quadro più generale degli obiettivi della politica economica, i secondi sono identificati negli obiettivi di stabilità e di efficienza del sistema finanziario.
La stabilità risponde alle esigenze di: tutela del risparmiatore, di funzionalità del sistema dei pagamenti e di efficacia del governo monetario dell’economia.
Efficienza è intesa nella duplice accezione di:
* efficienza operativa, che fa riferimento alla minimizzazione del costo per l’economia reale dell’attività finanziaria
* efficienza allocativa, che indica la qualità del processo di distribuzione delle risorse verso gli impieghi alternativi. Il questo caso il grado di efficienza corrisponde alla capacità di selezionare gli impieghi secondo una priorità data dal livello della redditività attesa. In un mondo di risorse scarse, se queste vengono concentrate sugli investimenti più produttivi, l’economia nel suo complesso raggiunge le performance più alte.
Gli obiettivi di stabilità e di efficienza sono interdipendenti; si tratta di un trade-off: massimizzare i risultati da un lato (stabilità) comporta costi crescenti dall’altro (efficienza).
Tuttavia, efficienza e stabilità, possono essere viste anche in un rapporto di complementarità; in qualche misura ciò avviene quando la regolamentazione dell’informazione sul mercato finanziario assicura le condizioni di corretto ed efficiente funzionamento del mercato stesso e limita anche i pericoli di eccesso di volatilità dei prezzi, volatilità che potrebbe tradursi in crisi di sfiducia da parte degli investitori. In senso più ampio, nel lungo termine, il rafforzamento dell’efficienza degli intermediari finanziari è condizione necessaria per accrescerne la capacità competitiva e quindi la stabilità (in quanto dipende dal successo concorrenziale). In questa visione dunque la competizione e l’efficienza sono presupposti per la stabilità.
In Italia, la regolamentazione, con il passaggio dalla legge bancaria del 1936 al TUB (1993), ha spostato il peso della sua azione dall’obiettivo della stabilità a quello dell’efficienza.
Dietro questo spostamento vi è un percorso storico che segna lo sviluppo di un sistema finanziario da un modello “Primitivo” a un modello più articolato e aperto alla concorrenza internazionale. In origine il ruolo dominante del sistema bancario nell’ambito del sistema finanziario, portò a dare enfasi alle ragioni della stabilità; nello stesso senso operò l’esigenza, naturale in quello stadio dello sviluppo, di consolidare la fiducia delle banche da parte del risparmiatore.
Tratto da IL SISTEMA FINANZIARIO di Alessia Chiovaro
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