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Il mercato dei future


I mercati dei financial future nascono dall’evoluzione dei mercati a termine delle commodities e hanno trovato lo stimolo più rilevante per una loro decisiva affermazione nella crisi economico-finanziaria che a caratterizzato a livello internazionale degli anni ’7038 (ed attualmente tali mercati sono presenti in tutti i paesi industrializzati).
Si definisce financial future quel contratto, stipulato fra due controparti, rappresentativo di acquisti o vendite (a esecuzione differita) di strumenti finanziari.
Un mercato future su strumenti finanziari differisce sostanzialmente dal mercato cash (come quello di borsa) in cui l’investitore ha la possibilità di acquistare o vendere titoli per consegna e pagamento immediati; nel future invece si ha l’impegno a compiere una determinata transazione a una data futura.
I future si distinguono per la standardizzazione dei loro principali elementi contrattuali:
- l’attività o la famiglia di attività finanziarie sottostanti al contratto future che vengono accettate per la chiusura differita dell’operazione
- le caratteristiche dell’attività finanziaria sottostante al contratto stesso, che vanno opportunamente esplicitate soprattutto nel caso di attività non negoziabili nel mercato a pronti (es indici azionari)
- l’importo fisso di ogni contratto
- le date di cadenza dei contratti
- le modalità di regolamento dei contratti: generalmente di tipo differenziale, con un’operazione di segno opposto e il regolamento monetario della differenza.
- i metodi della negoziazione: i future vengono scambiati in borse organizzate con il sistema delle negoziazioni alle grida o con sistema di incrocio automatizzato degli ordini; al termine di ogni giornata i contratti vengono marked to market al settlement price, overo valutati al prezzo di chiusura e le variazioni rispetto ai prezzi di chiusura del giorno precedente sono addebitate o accreditate sui conti intrattenuti tra gli operatori e la clearing house.
- i costi di entrata e i “margini di mantenimento” delle posizioni:  Oltre alla presenza della clearing house, viene generalmente predisposto un sistema di copertura, consistente nell’azione concomitante del “margine iniziale” (deposito iniziale che l’operatore deve effettuare in funzione del tipo di contratto stipulato e del valore nominale dei titoli trattati) e del “margine di variazione” (che costituisce la risultante del continuo adeguamento del deposito iniziale a seguito dei guadagni o delle perdite registrati al termine di ogni giornata causati dalle fluttuazioni dei prezzi.
Il rischio che la controparte non onori l’impegno assunto costituisce il maggiore ostacolo a stipulare un contratto a termine, per questo, i mercati future al fine di offrire una solida garanzia dell’affidabilità delle controparti richiedono ad una società di clearing (dotata di un elevato grado di capitalizzazione e, generalmente di proprietà dei membri della borsa stessa) di interporsi tra gli scambisti.
In questo modo la transazione viene spezzata in due: la clearing house agisce nei confronti dei singoli soggetti, venditori e compratori, in qualità di controparte diretta.
In questo modo la clearing house riesce ad assolvere 2 fondamentali funzioni:
funzione di garanzia: garantisce il buon fine di tutti i contratti future stipulati sul mercato [..]
riduce la complessità dei rapporti negoziali, riducendo anche gli oneri amministrativi
Tratto da IL SISTEMA FINANZIARIO di Alessia Chiovaro
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