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Le riserve di liquidità, la loro gestione e gli interventi per aggiustarne la consistenza


La banca presenta condizioni particolari di equilibrio finanziario e deve perciò mantenere una scorta di moneta legale (o di attività immediatamente e con certezza convertibili in moneta legale) adeguata a far fronte a situazioni eventuali di eccedenza –più o meno temporanea- delle uscite di cassa rispetto alle entrate.
Tale scorta, con termine più generico, può essere definita riserva di liquidità, nel senso di riserva cui attingere (destinare) mezzi di pagamento in concomitanza alla formazione di saldi finanziari correnti negativi (positivi).
La direzione finanziaria si pone anzitutto il problema di decidere sia quante riserve mantenere (profilo della dimensione e del fabbisogno), sia quando renderle disponibili, sia come detenerle (profilo delle forme tecniche possibili e della loro composizione o combinazione).
La determinazione della quantità desiderata di riserve dipende da 4 fattori:
conoscenza delle caratteristiche (dimensione e variabilità) dei flussi di cassa in entrata e in uscita e dei fattori determinanti aziendali e di mercato.
previsioni degli andamenti futuri di queste variabili, distinguendone il grado di prevedibilità o definendone il livello di incertezza: esistono infatti flussi legati a comportamenti prevedibili di tipo stagionale (es: utilizzo di finanziamenti alla produzione agricola e le spese per consumi turistici), oppure ciclico (es: finanziamento di scorte di materie prime deperibili), oppure legati a "scadenze tecniche" (es. il pagamento delle imposte); alternativamente, esistono comportamenti finanziari non prevedibili (come quelli determinati dalle catastrofi naturali o dalle crisi dei mercati finanziari).
l’orizzonte temporale a cui vengono riferite tali previsioni: è importante tenere conto che le previsioni di fabbisogno di riserve di liquidità sono in genere riferite a orizzonti temporali piuttosto brevi (giorni e settimane) e che, comunque, l’allontanamento temporale dell’orizzonte di riferimento fa necessariamente aumentare gli indicatori di variabilità e il grado di incertezza della previsione
il costo opportunità connesso alla detenzione di attività finanziarie, il cui grado di liquidità totale (o comunque molto elevato) comporta una remunerazione (rendimento finanziario) nulla o molto bassa rispetto alle opportunità di investimento alternativo –meno liquido- offre del mercato; alternativamente, il costo di approvvigionamento delle riserve di liquidità nel mercato.
La determinazione del fabbisogno di riserve di liquidità è influenzata dal fatto che un’eventuale eccedenza di riserve comporta costi opportunità, mentre la compensazione di un’eventuale deficienza di riserva comporta costi opportunità e che la compensazione di un’eventuale deficienza di riserva invece comporta costi di approvvigionamento.
La gestione della tesoreria persegue e realizza nel breve periodo un obiettivo di dimensionamento della riserva di liquidità, mentre assume le valutazioni di fabbisogno di riserve riferite agli orizzonti successivi come input informativo che orienta le azioni mirate a rendere disponibile (presente) la riserva desiderata al tempo prestabilito.
E quanto più il periodo considerato si allunga, tanto più il concetto di gestione della tesoreria diviene sostituibile con quello di gestione della liquidità.
Tratto da IL SISTEMA FINANZIARIO di Alessia Chiovaro
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