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Nota integrativa e conto economico


La nota integrativa è la parte del bilancio più ricca di informazioni sui fatti di gestione: per avere un quadro complessivo è indispensabile la lettura integrata e coordinata dello SP, C.E e della nota integrativa. In quasi tutti i paesi, la regolamentazione speciale in tema di bilancio delle banche, prevede per la nota integrativa una struttura alquanto rigida, nel senso che sono stabilite con un alto grado di precisione le informazioni che essa deve fornire e il modo in cui esse devono essere elaborate (tipica è la forma tabellare). Più in particolare la Nota integrativa presenta due caratteristiche distintive:
- è un documento di tipo "analitico" (mentre lo SP e il CE sono documenti di tipo "sintetico); esso propone tre fondamentali tipi di informazioni:
° significativi elementi di dettaglio relativamente alle voci dello SP e del CE (sotto forma di tabelle); ciò avviene "esplodendo" tali voci nelle loro componenti principali.
° Informazioni ulteriori -con riferimento alle stesse voci già presenti nello SP e nel CE- elaborate in modo da dare immediata evidenza dei rischi che insistono sulle diverse aree della gestione.
° Informazioni relative a variabili gestionali che nello SP e nel CE non ci sono. Es. n° dei dipendenti; e soprattutto le "operazioni fuori bilancio" – off-balance sheet transactions, riconducibili: agli impegni irrevocabili da parte della banca a erogare un finanziamento su richiesta del cliente (lending commitment); alle obbligazioni accessorie (contingent liability)
- è un documento sia quantitativo che qualitativo (mentre lo SP e il CE sono solo quantitativi) che lo rende ad altissima utilità intensità informativa. La natura di documento qualitativo emerge in particolare da due elementi:
° articolata descrizione dell’effettiva applicazione da parte della banca dei criteri di valutazione imposti dalla normativa.
° I dettagli delle voci di bilancio devono essere arricchiti di commenti, cosi da agevolare la lettura e l’interpretazione dell’intero bilancio.

Alcuni dati descrittivi del sistema bancario italiano
La struttura del sistema bancario
La dinamica dell’ultimo decennio riflette due principali fattori:
Da un lato si assiste a una riduzione del numero di banche per l’effetto combinato del processo di concentrazione e della creazione di nuove banche. (attraverso operazioni di "fusione" e "incorporazione"
Dall’altro lato, vi è in parte un aumento del numero di sportelli, spiegabile soprattutto con il naturale sviluppo del mercato dei servizi bancari e finanziari.

La composizione dell’attivo e del passivo del sistema bancario
L’attivo è composto dagli investimenti dei fondi raccolti a titolo di capitale proprio e di debito; essi comprendono principalmente:
° i prestiti,costituiscono la componente caratteristica dell’intermediazione creditizia attuata dalle banche, mediante strumenti finanziari non trasferibili. Il volume e la composizione dei prestiti sono determinati dalle scelte di diversificazione del rischio a livello settoriale, geografico e di segmento di clientela. Esse sono guidate dagli obiettivi del soggetto economico, nel quadro del sistema di vincoli di vigilanza che regolano in particolare la concentrazione dei fidi. Le sofferenze sono i crediti delle banche nei confronti di soggetti in stato di insolvenza: rappresentano quindi una componente dell’attivo che indica un livello elevato di esposizione al rischio di perdita.
° i titoli, formati principalmente da titoli di Stato e obbligazioni, che costituiscono le relazioni strutturali esistenti tra la banca (tradizionalmente intermediario creditizio) e il mercato mobiliare. Tali investimenti in titoli hanno sia fini di liquidità (infatti sono liquidabili con facilità e senza apprezzabili rischi di prezzo), sia scopi di reddito (per i ricavi finanziari derivanti da: l’incasso di interessi periodici, incassi alla scadenza o per vendita sul mercato, ed eventuali plusvalenze determinate dall’eventuale differenza positiva tra prezzi di rimborso/vendita e valori di carico). All’interno di questa voce si collocano le azioni e le partecipazioni, cioè le quote di minoranza nel capitale proprio di altre imprese a scopo di finanziamento: sia le quote di controllo nelle società che compongono il gruppo bancario, sia le partecipazioni minori in imprese che, pur non facendo parte del gruppo, sono cmq strumentali per le strategie della banca considerata.
° le attività sull’estero
Il Passivo è in gran parte formato dalle attività di acquisizione di fondi a titolo di indebitamento (passività delle banche). In tal senso proprio la "raccolta bancaria" comprende:
° i depositi (depositi a risparmio, certificati di deposito, buoni fruttiferi e conti correnti passivi da clientela ordinaria)
° le obbligazioni
° le operazioni pronti contro termine (consistono nella vendita temporanea di titoli con previo accordo di riacquisto)
° i rapporti interbancari che –in quanto passivi- possono essere sviluppati a scopo di indebitamento, oltre che per le altre finalità già dette
° la provvista sull’estero, che consente l’acquisizione di risorse finanziarie denominate in valuta estera.
Nella situazione patrimoniale vengono rappresentate le risultanze delle attività di negoziazione in conto proprio delle banche. Tuttavia, sappiamo che la banca svolge anche attività di negoziazione delegata in nome e per conto di terzi (in particolare di gestione patrimoniale mobiliare), di custodia e amministrazione valori (titoli e altri valori che non costituiscono debito per la banca ma comportano solo l’obbligo della restituzione)e di negoziazione in proprio di operazioni che avranno eventualmente effetto patrimoniale futuro (per es: compravendita a termine di titoli e valuta, contratti future, opzioni, crediti di firma, etc). Tutte queste operazioni vengono rappresentate "sotto la riga" e contabilizzate "fuori bilancio" nella voce intitolata "garanzie e impegni".

La struttura del conto economico del sistema bancario
Il conto economico della banca viene rappresentato in forma scalare, cioè evidenziando il processo di formazione dell’utile netto passando fra diverse nozioni di margine.
Fra queste, assume rilevanza il "margine di intermediazione", poiché rappresenta in un certo senso, il margine lordo industriale dell’intermediazione finanziaria.
Il margine di intermediazione è dato dalla somma di:
* Margine di interesse, formato dalla differenza fra ricavi finanziari da interessi attivi e costi finanziari per interessi passivi. (costituisce il  margine caratteristico formato dalle attività di negoziazione in proprio, nelle quali ha un peso prevalente l’intermediazione creditizia)
* Altri ricavi netti, formato dalla differenza fra commissioni e provvigioni attive e passive, relative a diverse forme di servizi dati o ricevuti (per es di negoziazione). (costituiscono una sorta di margine provvigionale che dovrebbe essere il risultato delle attività di negoziazione delegata e di servizio, particolarmente connesse con l’intermediazione mobiliare.
I contenuti dello SP e del CE della banca rivestono grande importanza (informativa, economica, giuridica, etc)
Tratto da IL SISTEMA FINANZIARIO di Alessia Chiovaro
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