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I contenuti del livello analitico delle Relazioni Internazionali - Altre caselle


Tutta questa varietà teorica, ci ha dimostrato che la politica internazionale ha moltissime sfaccettature e che le Relazioni Internazionali sono una disciplina complessa, che non può essere ricondotta a un quadro unitario, in quanto, non tutte le caselle non riconducono a uno schema organico che non si può confrontare con le altre teorie generali. Per questo motivo le ultime 4 caselle sono state messe al di fuori dalle diverse prospettive descritte finora.

Casella n. 21: livello analitico individuale + livello di concettualizzazione valutativo (“idealismo”)
La teoria idealistica delle relazioni internazionali si colloca alle origini accademiche della disciplina. Tale concezione, studiando i rapporti tra gli Stati, si interroga sulla natura degli individui, muovendo dall’ipotesi che la moralità di gruppo non è la stessa della moralità individuale. Da quest’analisi si è potuto comprendere che il ricorso alle armi, non dipende dalla natura dell’uomo, ma dalla natura delle istituzioni statuali, considerate ancora imperfette e inadeguate al compito che devono assolvere.  Per tale ragione, l’impostazione idealista sviluppò la sua proposta: radicale trasformazione delle istituzioni statuali in senso democratico, e  promozione di democrazia internazionale da parte delle istanze sovranazionali. Caratterizzata da un lungo periodo di declino, tale ideologia appare, tuttora, come oggetto di rinnovato interesse.

Casella n. 22: livello analitico statuale + livello di concettualizzazione valutativo (“realismo”)
L’ipotesi realistica, avanzata da Hans Morgenthau, può essere riassunta in alcuni principi basilari, il più importante dei quali verte su una valutazione pessimistica della natura dell’uomo, giudicato egoista. Il pensiero internazionalistico del realismo si presenta come un sistema coerente e autosufficiente, in quanto offre un modello di spiegazione globale, che non lascia spazio a confusioni né dubbi. Tuttavia, resta problematica la determinazione del contenuto dell’interesse.

Casella n. 23: livello analitico del sistema internazionale + livello di concettualizzazione valutativo (“ordine internazionale”)
La teoria dell’ordine internazionale ipotizza che la sistematicità internazionale dipenda dal tipo di pace che viene prodotta dalla fine della guerra. Essa viene combattuta, per affermare e rivendicare un principio di ordine internazionale che sarà imposto con le armi. Quest’ordine dapprima costituente deve progressivamente estendersi all’insieme di Stati che partecipano alla vita di relazione. Tuttavia l’ordine internazionale, dopo un periodo di massimo successo, conosce una crisi profonda.
K. Holsti elenca le condizioni che un sistema di ordine internazionale deve saper realizzare al termine di una guerra:
a)Gli Stati vincitori della guerra devono detenere una capacità di governo;
b)I vincitori devono essere legittimati a essere i leaders del nuovo ordine internazionale;
c)Le regole, i valori che stanno alla base dell’ordine devono essere riconosciuti da tutti gli Stati (vincitori e sconfitti);
d)Chi sta alla guida del nuovo ordine deve assolvere il compito di controllo e soluzione dei conflitti;
e)Bisogna che la pace sia il nuovo criterio dell’ordine internazionale;
f)I leaders della nuova situazione internazionale devono superare le difficoltà e i mutamenti;
g)Si ha la necessità di anticipare le tensioni che possono scoppiare all’interno del nuovo ordine.

Casella n. 24: livello analitico del sistema globale + livello di concettualizzazione valutativo (“società cosmopolitica”)
Il principio cosmopolitico implica che ogni individuo condivide la stessa appartenenza al genere umano, da cui si fa discendere il principio di fratellanza universale che dovrebbe portare accomunare tutti gli individui. Astrattamente affermato (grazie al suo ideale altissimo), la concezione cosmopolitica è inapplicabile materialmente.
Delle quattro impostazioni ora analizzate, tre (idealismo, realismo, cosmopolitismo) offrono un sistema di credenze, applicabile a qualsiasi altro aspetto della realtà politica e sociale. La teoria dell’ordine internazionale, invece, si limita a offrire un programma di ricerca, nel quale nessuna credenza potrà influenzare le scelte di chi lo perseguirà. L’idealismo, il realismo e il cosmopolitismo sono concezioni “olistiche”, nelle quali l’interdipendenza fra le diverse realtà sia unitaria, ma al tempo stesso mantenga indipendenti le sue caratteristiche. Del tutto differente è l’impostazione dalla quale muove la proposta dell’ordine internazionali, che si organizza sulla base di ipotesi, che sono tra loro collegate senza che ciò implichi un’interdipendenza fra le varie realtà. Ciò ne fa un tipo di analisi incomparabili rispetto agli altri tre, in quanto è molto più “indeterministica”: questa caratteristica è stato l’elemento da cui siamo partiti, per arrivare ad un ordine comune alle diverse conoscenze internazionalistiche. Adesso potremmo costruire un modello piramidale, alla base del quale si avranno le impostazioni empiriche o di breve o medio raggio. Deduciamo così, che alla base di tutto ciò, ci sia l’ordine internazionale strettamente collegato alla problematica della guerra costituente.

Tratto da ISTITUZIONI DI RELAZIONI INTERNAZIONALI di Fabrizio Calabrò
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