Skip to content

Gli schiavi, la classe bassa della società



L’eterogeneità del mondo servile non deve far perdere di vista una realtà fondamentale: la massa degli schiavi appartiene alle classi basse della società. Dunque non abbiamo a che fare con uno schiavo romano ma con schiavi romani. Anzitutto perché al di là dell’unità derivante dalla definizione giuridica, questo mondo servile è molto eterogeneo. Poi e soprattutto perché bisogna distinguere vari contesti storici. Tra lo schiavo che coltiva la terra a fianco del suo padrone, quello che lavora in una manifattura, e quello insediato in un podere come quasi colonus, c’è una vera e propria diversità di natura. Persino lo status giuridico che dovrebbe unificare questa categoria, si evolve in modo considerevole. Persino i rapporti degli schiavi con le autorità si trasformano: in un primo momento sono proprietà del padron, essi diventano poi anche sudditi dell’imperatori. In ultima analisi, la realtà profonda al di là di tutti questi mutamenti è il fatto che la massa degli schiavi appartiene sempre alle classi basse della società. Ciò che essenzialmente la definisce è il fatto che viene adibita a compiti servili. Ebbene: questi comiti servili sono esattamente gli stessi ai quali debbono sottomettersi coloro che devono vendere la loro forza fisica per sopravvivere.
Tratto da L'UOMO NELLA SOCIETÀ ROMANA di Alessia Muliere
Valuta questi appunti:

Continua a leggere:

Per approfondire questo argomento, consulta le Tesi:

Puoi scaricare gratuitamente questo appunto in versione integrale.