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Il complesso schizofrenico


le sue manifestazioni si fissano e la sua autonomia relativa diventa assoluta
prende possesso della coscienza fino all’alienazione e alla distruzione della personalità
spodesta l’Io-personalità, prendendone il posto
Bisogna considerare l’indebolimento dell’Io come fattore causale secondario e come una delle conseguenze distruttive di un complesso a tonalità affettiva, nato in condizioni normali ma che con la sua intensità ha fatto poi saltare l’unità della personalità.
Ogni complesso ha la tendenza di normalizzarsi, nella schizofrenia invece il complesso rimane bloccato non solo nell’arcaico, ma anche nel caotico-casuale, senza considerazione per il suo aspetto sociale; rimane estraneo, incomprensibile e incomunicabile, come la maggior parte dei sogni.
Per la schizofrenia bisogna assumere come ipotesi esplicativa uno specifico agente tossico, immaginare una tossina prodotta dall’eccessivo affetto, che agisce solo nell’area del complesso patogeno, i cui processi associativi sono stati abbassati fino a uno stadio arcaico, e scomposti nelle loro componenti fondamentali da un intenso “abaissement du niveau mentale”.
Tratto da LA SCHIZOFRENIA di Carla Callioni
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