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La ridondanza




La ridondanza è la ripetizione di un segnale. Esempio: "toutes les chattes son heureuses de manger du fromage" → ci sono ben 5 segnali che indicano il plurale, anche se a livello parlato vengono ridotte.
La ridondanza riguarda anche altri livelli e prende il nome di tautologia. Es: i bambini sono più giovani degli adulti non dice nulla di nuovo e rischia di essere percepito come insensato, o pesante e noioso.
Se la ridondanza viene portata all'eccesso, l'interlocutore cerca un motivo nascosto che dia senso al testo: si tratta allora di un tropos, il testo viene riconvertito in base alla buona volontà.
Sul versante opposto della ridondanza c'e l'equivocità, che nasce dalla carenza di distinzioni necessarie: la ridondanza diminuisce il rischio di farsi fraintendere mentre la riduzione di segnali scontati evita di annoiare.

● Il morfo discontinuo. È un manifestante morfologico che si realizza in modo discontinuo, prima e dopo il lessema, come il participio in tedesco GE-mach-T o come in italiano hai cant-ato. A volte, a un morfo discontinuo di una lingua corrisponde un morfo continuo in un'altra, come per quanto riguarda il passivo in latino. Il morfo discontinuo può coinvolgere piu di una parola: era stata raccontata. In questo caso si e usato l'ausiliare, che usato da solo ha una funzione lessicale ma abbinato ad altre parole ha una funzione morfologica. Le forme composte non vanno confuse con le costruzioni fraseologiche: stavamo mangiando (stare + gerundio). N.B. we were eating è una forma verbale.

● Il suppletivismo morfologico. Fenomeno per cui si utilizzano significanti lessematici totalmente diversi per lo stesso lessema in determinate forme di parole. Es: sono e fui, bin e war. Il supplettivismo lessicale è diverso, in quanto uomo e donna sono totalmente diversi ma indicano pressochè la stessa cosa.

●l'allomorfia. Si ha quando lo stesso morfema si può manifestare in modi diversi, cioè quando piu morfi rappresentano lo stesso morfema. Ad esempio l'infinito in italiano: cant-áre – légg-ere – vol-ére – dorm-íre. Non c'è libertà di scelta, dipende dal lessema. Il morfema si può manifestare attraverso desinenze o modificazioni della vocale tematica (apofonia o Ablaut), come in tedesco:
machte da machen, las da lesen oppure come facevo e feci.
Tratto da LA COMUNICAZIONE VERBALE di Melissa Gattoni
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Dettagli appunto:

  • Autore: Melissa Gattoni
  • Esame: Linguistica generale
  • Titolo del libro: La comunicazione verbale
  • Autore del libro: Eddo Rigotti; Cigada Sara
  • Editore: Apogeo
  • Anno pubblicazione: 2004

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