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La critica d'arte degli anni 90

La critica d'arte degli anni 90


L'attualità della critica, o almeno di un suo problematico compito, sebbene sia un problema sottaciuto riveste enorme importanza. Tutti i tentativi della cosiddetta Giovane Critica (Roma, Palazzo delle Esposizioni 1990) non sono valsi a rompere questo circolo vizioso. L'operativismo organizzativo, da agitprop, di Ludovico Pratesi, d'altra parte non ha rinnovato un antico rapporto che lega Istituzioni e Politica. E il più logico teorico di quel momento cruciale, Gabriele Perretta ideatore insieme a Paolo Vitolo del più temibile organico aziendale, non è riuscito a salvare dalla rovina il duo più interdisciplinare della recente storia dell'arte contemporanea, Formento e Sossella. Riesce facile adesso individuare i punti di contatto con la teorica di un Lipovetschi, ma l'ipotetica identità del Supplemento Arte è oramai svanita, inghiottita dai fiumi di parole spesi per scrivere di un progetto, quello Medialista, mai realizzato. D'altra parte Cattelan che vi partecipa sin dall'inizio, anzi solo nella premessa, è il più importante artista italiano nel mondo, sebbene non abbia più nulla a che vedere con l'idea austera del medialismo immaginato da Gabriele Perretta, e maggiormente da Paolo Vitolo. (Cfr. Medialismo, Galleria Paolo Vitolo Roma 1991).

Tratto da LA CURA CRITICA di Alessia Muliere
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