Skip to content

Martin Lutero: De servo arbitrio


Tutto capita in noi necessariamente a seconda che Dio ami o non ami.
Per quale ragione Dio ha amato Giacobbe e odiato Esaù? E ciò quando non erano ancora nati? Sappiamo che gli uomini sono rigenerati dalla fede e risospinti al male dall’incredulità e che occorre esortarli a credere in virtù del loro libero arbitrio. Ed è questo il nocciolo della questione. Discutiamo per sapere in virtù di quale merito o opera gli uomini possano pervenire alla fede grazie alla quale saranno rigenerati o dannati. Ciò avviene non per merito nostro ma per amor o odio di Dio. E quando accade egli esorta  a perseverare nella fede e non essere reietti da Dio.
Come l’uomo non fa nulla per diventare creatura e una volta creato non fa nulla per restare tale, così l’uomo prima della sua nuova nascita non fa nulla che possa prepararlo a questo rinnovamento e a questo regno. Nessun uomo può in nessun modo ottenere giustizia per mezzo delle proprie opere e nessun opera del libero arbitrio ha valore davanti a Dio. La vera giustizia è quella della fede: essa non risiede nelle opere ma nel favore di Dio che ce la concede per grazia.

Tratto da LA NUOVA SPIRITUALITÀ DELL'ETÀ MODERNA di Filippo Amelotti
Valuta questi appunti:

Continua a leggere:

Dettagli appunto:

Altri appunti correlati:

Per approfondire questo argomento, consulta le Tesi:

Puoi scaricare gratuitamente questo appunto in versione integrale.