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L'epoca del decadentismo



Con il termine decadentismo si intende un'epoca grosso modo corrrispondente alla seconda metà del XIX secolo, in cui la crisi della rappresentazione realistica e l'ambiguità semantica costituiscono le coordinate principali dell'esperienza artistica. Il mondo ha cessato di mandare segnali chiari e messaggi univoci, rivelandosi un testo di difficile, se non impossibile, comprensione.
Da cosa deriva questa inintelligibilità del reale?
- Dalla svalutazione del concetto di storia umana, dei valori sociali, dei codici e degli istituti che organizzano e permettono di interpretare la vita comune.
- Dalla non referenzialità della parola.
Dal punto 1 deriva la fine della narrativa mimetica dell'intreccio, della trama, del rapporto causale tra i fatti, dell'intenzionalità del personaggio, dello sviluppo dei comportamenti. Il personaggio decadente vive nella illusione di essere libero da qualsiasi obbligo morale. Dal punto 2 derivano conseguenze che influenzeranno soprattutto la lirica. La parola si nega qualsiasi fondamento di senso oggettivo. Verlaine nella poesia – manifesto Arte Poetica, del 1874, teorizza la fine del significato e la soluzione delle parole in pura musica, aprendo la strada alla metrica libera. Mallarmè firmerà il divorzio tra significato e significante. La parola si fa oscura, allusiva, mistica, vociferata, sonora, espressione sensibile di un contenuto invisibile.
I decadentisti dimostrano sempre più una maggiore sfiducia nella possibilità di spiegare e descrivere le dinamiche della storia in modo razionale ed ottimistico. Una sfiducia che si esprime in una proliferazione di immagini di decadenza, decrepitezza e rovina che troviamo in molte poesie di Baudelaire contenute nei Fleurs du Mal, in Pictures from Italy di Dickens, nella Ginestra di Leopardi.
Il tema della rovina rappresenta il rifiuto della teleologia e delle sistemazioni positive anche se dall'altra si presta a fantasticherie estetizzanti e romanzesche dove la delusione storica trova sollievo. Prendiamo come esempio il Fauno di Marmo di Hawthorne (Romanzesco e Poesia, come edera, licheni e violaciocca, hanno bisogno della Rovina per crescere).
Il decadentismo ama tutto ciò che non è più funzionale, che è privato del suo contesto. L'inno alla defunzionalizzazione degli oggetti è A Rebours di Huysmans: il suo Des Esseintes ha un vero e proprio culto per la paccottiglia di lusso e per l'artificio meraviglioso. Un culto che incarna il rifiuto della banalità quotidiana ed esprime l'ansia di una soggettività derelitta che non sa connettersi più con una qualsivoglia forma di società.
I sensi si scambiano le funzioni o le esercitano insieme. Le forme del mondo si privatizzano. Il conflitto tra arte e vita si mostra in tutta la sua tragica insolubilità e il principio di realtà è sospeso, perchè sospeso è il principio di oggettività.


Tratto da LETTERATURE COMPARATE di Gherardo Fabretti
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