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Storia della critica d'arte:

La storiografia artistica italiana indica concordemente la prima trasformazione sostanziale degli obiettivi della trattatistica artistica: la seconda metà del Cinquecento. È allora che la teoria, fino ad allora intenta a definire i fondamenti pratico – operativi, dei singoli settori dell'attività figurativa, inizia a dare una vera legittimazione teorica della creazione artistica, formulando, per la prima volta dopo l'antichità, un concetto generale dell'arte. Attraverso i secoli si svolge un continuo alternarsi metodologico tra una lettura dell'opera d'arte in funzione del significato, e una lettura che predilige invece la specificità e l'autonomia del linguaggio artistico e la rivalutazione dei processi strettamente operativi. L'alternarsi della metodologia del significato e della metodologia della specificità arriva anche a cavallo tra '700 e '800. Analizzando le istanze metodologiche dell'Ottocento si nota come ci si trovi davanti ancora una volta la solita contrapposizione tra preminenza del significato, legata alla svalutazione dei processi di realizzazione, e preminenza dell'autonomia e della specificità del linguaggio, legata al riconoscimento dell'importanza dei mezzi espressivi.

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