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Il finanziamento delle confessioni diverse dalla cattolica


Tali confessioni concorrono annualmente alla ripartizione della quota dell’8 per mille dell’IRPEF, destinando le somme devolute a tale titolo dallo stato ad interventi sociali ed umanitari anche a favore di paesi del terzo mondo. Mentre per le assemblee di Dio in Italia, in caso di scelte non espresse, le somme corrispondenti rimangono di pertinenza dello stato, per le chiese avventiste tale soluzione è stata modificata, prevedendo che in caso di scelte non espresse l’attribuzione delle somme relative viene effettuata in proporzione a quelle espresse e rimodulando i limiti di destinazione i confini agli interventi sociali, assistenziali, umanitari in Italia e all’estero. Per entrambe le confessioni è stata prevista la deducibilità fiscale delle erogazioni liberali entro il limite di 2 milioni di lire annui.
Anche la tavola valdese è stata inclusa nei due tipi di finanziamenti, anche la chiesa evangelica luterana e le chiese battiste. Invece per le comunità ebraiche l’intesa dell’89 ha determinato la cessazione del riconoscimento da parte dello stato italiano del potere tributario delle comunità israelitiche sul territorio italiano nei confronti dei propri appartenenti introducendo un sistema di finanziamento basato esclusivamente sulla deducibilità fiscale del contributo annuo.

Tratto da MANUALE BREVE DI DIRITTO ECCLESIASTICO di Filippo Amelotti
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