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La produzione di idee creative: due tecniche: il freewheeling e il brainstorming


Il freewheeling consiste in una tecnica prettamente individuale; mentre il brainstorming in una tecnica di gruppo. Freewheeling. significa “pensare a ruota libera”; per far ciò, per disporsi al “pensare creativo” occorre:
1) Liberare la mente dai “sensi unici” abituali, dalle idee scontate e dalle idee degli altri;
2) Trascurare quello che c’è e cercare quello che non c’è;
3) Porre al centro della mente l’idea-problema e lasciare che ad essa si associno tutte le parole che ci vengono in mente. Ogni singola parola esprime una proprietà del concetto e può, a sua volta, essere associata ad un modo di fare qualche cosa, ad una soluzione al problema. Il primo fondamentale obiettivo è la quantità di idee e non la qualità.
4) Prendere nota di tutte le idee nuove, di tutte le associazioni senza escluderne alcuna. L’idea più bislacca può essere il sentiero che porta alla soluzione.
5) Pausa: allentare la tensione e cambiare emisfero cerebrale.
6) Esaminare tutte le idee che ci sono venute in mente eliminando quelle impossibili. Usare molti setacci, “criteri di selezione”, passando da quello a maglie larghe a quelli via via più fini.
brainstorming. “tempesta di cervelli”. Questo metodo è simile al precedente: differisce solamente per il fatto che si lavora in gruppo.

Fasi della tecnica:
1) Un gruppo di persona si riunisce per produrre idee (preferibilmente in un ambiente accogliente e tranquillo
2) Ciascun membro del gruppo esprime quello che gli passa per la testa senza preoccuparsi di dire la cosa giusta. Sono banditi gli atteggiamenti critici.
3) Tutte le idee vengono annotate o registrate.
4) Un’idea chiama l’altra. Si procede a oltranza fino a quando non si esaurisce la produzione di idee. L’obiettivo è la quantità e non la qualità.
5) Pausa, anche di 10/15 giorni
6) Si valutano le idee e si setacciano: questa operazione può essere realizzata anche da un gruppo diverso dal primo.

L’osservazione del funzionamento del gruppo di lavoro. L’osservazione del funzionamento del gruppo di lavoro è un compito delicato in quanto è difficile mantenere l’obiettività, specialmente se anche l’osservatore fa parte dello stesso gruppo. Occorrerebbe infatti per questo compito un elemento esterno. Punti necessari per l’analisi del gruppo:
1. Ciò che si dice nel gruppo (i discorsi). [Chi?che cosa?a chi?quando(momento e frequenza)Come?(maniera e tono dell’intervento), ecc]
2. Ciò che si fa nel gruppo: [metodo di lavoro, efficienza in rapporto agli obiettivi, mezzi materiali adoperati, fasi di progresso, pause, etc]
3. Ciò che accade nel gruppo (i fenomeni relazionali). [Comportamenti, attitudini, ruoli, livello di partecipazione, eventuali tensioni, livello di consenso, atmosfera generale].

L’analisi del gruppo: il role playing. (“gioco dei ruoli”). Consiste in un esercizio durante il quale vengono simulate situazioni di rapporto interpersonale tipiche dell’azienda.
Esso mette in atto un incidente e dà ai partecipanti l’opportunità di riesaminare il loro comportamento, d’esercitarsi e sperimentare nuovi atteggiamenti, di enfatizzare diversi punti di vista e ricevere un feedback sul loro comportamento.
Il metodo consiste nel far assumere a due o più partecipanti determinati ruoli e comportamenti abitualmente necessari.
Sebbene non tutti i membri del gruppo possano partecipare contemporaneamente all’assegnazione dei ruoli previsti, è bene che anche gli spettatori siano coinvolti nell’esercitazione con il compito di osservare attentamente le rappresentazioni degli attori e di annotare tanto le strategie comportamentali vincenti quanto gli errori e le omissioni.
Nella simulazione la situazione è rappresentata, drammatizzata, agita e non solo analizzata razionalmente. La partecipazione coinvolge completamente i “giocatori” a livello emotivo, oltre che logico-razionale.
Tratto da MANUALE DI SOCIOLOGIA di Alessia Chiovaro
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