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Il trofismo muscolare


Esso rappresenta la grandezza del muscolo; più grosso è un muscolo più trofico è, anche se esistono le pseudo ipertrofie: quando il tessuto grasso o il tessuto fibroso infarcisce e sostituisce le fibrocellule muscolari ; questo si realizza prevalentemente nei soggetti miopatici, con la distrofia muscolare “di Duchene” e questi bambini hanno soprattutto muscoli del polpaccio grossissimi, pur non essendo una vera ipertrofia.

La valutazione del trofismo viene effettuata in primo luogo con l’osservazione, con la palpazione, con la misurazione (metro).
In linea generale se esiste un aumento del trofismo muscolare c’è un aumento di forza muscolare.

Il trofismo aumenta con l’esercizio muscolare.
Bastano pochi giorni di inattività per avere una perdita del trofismo muscolare, esempio se sto a letto per 3 giorni: le unità motorie si assottigliano, si riducono di grandezza, perché alcune fibrocellule muscolari vanno incontro ad atrofia (sono prevalentemente le fibre di tipo 2).
L’unico caso in cui si realizza l’atrofia in condizioni patologiche è la lesione del 2° motoneurone, quindi quando la lesione interessa dal 2° neurone di moto (ovvero corna anteriori del midollo, radice, nervo periferico, fino alla periferia muscolare) si arriva alla denervazione del muscolo per cui si ha la perdita di fibrocellule muscolari, fa assottigliare le unità motorie, determinando atrofia muscolare.
Quindi l’atrofia muscolare è sempre legata all’inattività motoria.

La lesione della via piramidale disturba il trofismo perché essa si trova a monte del 2° neurone di moto.
Il trofismo legato alla lesione del 2° neurone di moto è maggiore rispetto a quello legato alla lesone del primo in quanto quella del 1° si definisce come atrofia ex non uso, cioè un soggetto non usa l’arto che si immobilizza per inattività.

Il centro trofico della fibrocellula muscolare è nel secondo neurone di moto, se muore il secondo neurone di moto o il suo prolungamento assonale, il muscolo perde la sua sorgente trofica, cioè quello che da nutrimento, che porta proteine assoplasmiche fino alla fibrocellula muscolare.

Tratto da NEUROLOGIA di Irene Mottareale
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