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Separazioni e ricomposizioni


La dipendenza non è solo condizione del formarsi dell'individualità, essa è anche un bisogno del vivere. La critica femminista ha interpretato questa cultura della separatezza come la necessità, elaborata nei primi mesi di vita, dei piccoli di sesso maschile di differenziarsi dalle madri, per definirsi nella loro appartenenza sessuale e avviarsi verso un’identificazione con il padre; bisogno non necessario per le bambine. Questo spiega certe differenze decisive esistenti tra la personalità femminile e quella maschile. Così il senso di sé femminile è fondamentalmente connesso con il mondo, mentre il senso di sé maschile è fondamentalmente separato. Da questa diversità originaria nasce la storia del dominio maschile su quello femminile, che si formerebbe come reazione di paura e di invidia rispetto al potere della madre.
Il bisogno di dipendenza assume allora solo il significato di debolezza, fragilità da nascondere.
Ma il riconoscimento, all'opposto, della dipendenza come condizione della vita umana, di donne e uomini, la può trasformare in virtù, risorsa personale per ciascuno e ciascuna, da cui si può generare la libertà di vivere in armonia con i propri bisogni.

Tratto da NUOVE VIRTÙ di Anna Bosetti
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