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Memoria


Memoria: capacità di mantenere nel tempo un info, per poterla in seguito recuperare. Consiste in 4 stadi:
  1. Codificazione o registrazione dell’info;
  2. Immagazzinamento dell’info;
  3. Recupero dell’info;
  4. Eventuale oblio, che permette di eliminare info non importanti.
Il modello standard della memoria è quello di Atkinson e Shiffrin, derivato dal modello di Broadbent.
Secondo questo modello, l’info sensoriale viene conservata nella memoria sensoriale, da cui in parte si trasferisce alla MBT, dove può conservarsi per reiterazione.
Più a lungo l’info resta nella MBT e più è probabile che venga trasmessa alla MLT. Le info contenute nella memoria sensoriale e nella MBT possono andare perdute per decadimento o interferenza, mentre quelle contenute nella MLT sembrano essere permanenti.

Sistemi della memoria

Memoria sensoriale: è come un magazzino suddiviso per ogni modalità sensoriale. Ha la funzione di conservare l’info finchè non viene processata. Ha capacità ampia ma durata breve, che dipende dal tipo di info sensoriale (ad es. le info visive hanno durata di 250-300ms). La codifica dell’info è pre-categoriale;

MBT: ha la funzione di elaborare l’info e trasferirla alla MLT. Ha capacità limitata a circa 7 elementi: per stabilire la capacità si possono utilizzare lo span di cifre, il chunking o il richiamo libero, che segue l’effetto priorità e recenza. Ha una durata di circa 18 secondi e la codifica dell’info è acustico-articolatoria, in quanto non si tratta di un sistema unitario, ma è in grado di svolgere un compito visivo contemporaneamente ad uno uditivo.
È stata definita “memoria di lavoro”, in quanto è un sistema volto al mantenimento e all’elaborazione temporanea dell’info, durante l’esecuzione di diversi compiti cognitivi. Secondo Baddeley, la memoria di lavoro si divide in:
  • esecutivo centrale, che è un sistema attentivo volto a integrare info da fonti diverse. Ha capacità limitata e controlla  due sistemi subordinati;
  • loop fonologico, che conserva l’info in forma verbale. È composto da un magazzino fonologico e un processo articolatorio di reiterazione, che evita il decadimento dell’info attraverso il ripasso subvocale;
  • taccuino visuo-spaziale, che è responsabile dell’elaborazione e dell’immagazzinamento delle info visive e spaziali. Si compone di un magazzino visivo e di un processo attivo di ripetizione.
Le prove a favore del modello di Baddeley sono:
  • effetto di somiglianza fonologica, secondo cui è più difficile rievocare due stimoli fonologicamente simili;
  • effetto di interferenza operata da materiale verbale, in quanto la ripetizione è danneggiata se durante la presentazione del materiale il soggetto sente sillabare parole insensate o in una lingua sconosciuta;
  • effetto di soppressione articolatoria, in quanto se viene chiesto al soggetto di ripetere in continuazione uno stimolo irrilevante, ad es. una sillaba, durante la presentazione del materiale, la capacità della memoria risulta ridotta perché il ripasso subvocale viene soppresso.
MLT si divide in:
  • consapevole: è dichiarativa ed esplicita, coinvolta ad es. nel ricordo di parole, simboli, eventi..
  • inconsapevole: è non dichiarativa ed implicita, coinvolta ad es. nelle abilità, nel condizionamento, nell’apprendimento non associativo.

Elaborazione dell’info: avviene attraverso la memoria intenzionale, cioè quando apprendiamo e sappiamo di dover recuperare l’info, o la memoria incidentale, cioè quando apprendiamo comunque anche se non sappiamo di dover recuperare l’info.
L’elaborazione avviene su 3 livelli: visivo, fonologico e semantico, il quale comporta un ricordo migliore.

Amnesia è la compromissione grave e selettiva della MLT.
Può essere:
  • anterograda, ovvero l’incapacità di trasferire nuove info dalla MBT alla MLT;
  • retrograda, ovvero l’incapacità di ricordare eventi accaduti prima della causa.
Ad es., il trauma cranico è una causa di amnesia: dopo il trauma segue il coma, e al risveglio c’è un periodo di confusione mentale. Una volta terminato, la vittima presenta un’amnesia retrograda per ciò che è accaduto subito prima del trauma, e un’amnesia anterograda per gli eventi accaduti durante il periodo di confusione.

Teoria del consolidamento di Hebb: secondo questa teoria, la MBT di ciascun esperienza viene conservata da attività reiteranti all’interno di circuiti neuronali chiusi. Se questa attività è mantenuta per un tempo sufficientemente lungo, può dare origine a modificazioni sinaptiche strutturali, che sono in grado di modificare il comportamento del soggetto.

Tratto da PSICOBIOLOGIA di Giulia Bonaccorsi
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