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La classificazione dei costi in relazione a differenti oggetti di calcolo

La classificazione dei costi in relazione a differenti oggetti di calcolo assume come criterio discriminante la possibilità di attribuire oggettivamente e senza l’ausilio di alcuna base di ripartizione determinate classi di costo ad oggetti di calcolo prescelti.
COSTI SPECIFICI : si definiscono specifici quei costi che presentano una relazione diretta ed immediata rispetto a predefiniti oggetti di calcolo e che, in virtù di ciò, risultano ad essi direttamente attribuibili.
COSTI VARIABILI : si definiscono comuni i costi che presentano una relazione indiretta e mediata rispetto a predefiniti oggetti di calcolo e che, in virtù di ciò risultano ad essi attribuibili solo attraverso l’impiego di opportune basi di ripartizione.
Un costo non è per sua natura specifico o comune, dipende dall’oggetto di calcolo scelto. I costi variabili sono per la maggior parte dei costi specifici, diretti.
Più è maggiore l’oggetto di calcolo, più tenderanno ad aumentare i fenomeni di specificità dei costi. Al diminuire del perimetro dell’oggetto di costo, aumenteranno i fenomeni di comunanza dei costi.
I costi si distinguono anche in:
COSTI DIRETTI : si definiscono diretti i costi relativi a fattori di produzione che presentano una relazione mediata e diretta con l’unità di prodotto/servizio e che a questa possono essere oggettivamente attribuiti.
COSTI INDIRETTI : si definiscono indiretti i costi relativi a fattori di produzione che manifestano una relazione mediata con l’unità di prodotto/servizio, pur essendo riconducibili al processo di produzione dello stesso; l’attribuzione a questi costi dell’unità di prodotto/servizio richiede l’individuazione di appropriati criteri di ripartizione.
I costi specifici e comuni si riferiscono a qualsiasi oggetto di calcolo.
I costi diretti ed indiretti si riferiscono ad un particolare oggetto di calcolo, che è l’unità di prodotto.
I costi variabili sono tendenzialmente diretti rispetto all’unità di prodotto e specifici rispetto alla linea di prodotto.
Tratto da PROGRAMMAZIONE E CONTROLLO di Valentina Minerva
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