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L’INTERAZIONE NEI GRUPPI


Kurt Lewin [1948] ha affrontato per primo in termini sperimentali lo studio dei comportamenti nei gruppi, un gruppo sociale è costituito da un certo numero di individui che interagiscono l’uno con l’altro con regolarità. Questo è un’entità diversa rispetto all’insieme dei singoli individui che la compongono, poiché questa concezione del gruppo come totalità dinamica implica una definizione di esso basata sull’interdipendenza dei suoi membri.
Un gruppo sociale si caratterizza su sei temi:
Il sistema di status: per status si intende la posizione che una persona occupa in un gruppo sociale e alla valutazione di tale posizione in una scala di prestigio. Lo status può derivare dalla messa in atto di alcuni comportamenti, come aiutare il gruppo a raggiungere i propri obiettivi, sacrificarsi a favore del gruppo, conformarsi alle norme interne. Fin dai primi incontri del gruppo le posizioni vengono attribuite in accordo con le aspettative riguardo al possibile contributo di ognuno al raggiungimento degli obiettivi di gruppo; tali aspettative si basano su caratteristiche personali che vengono reciprocamente esibite e sono valutate più positivamente quelle che appaiono più funzionali al raggiungimento degli obiettivi comuni.

Il ruolo: definito come un insieme di aspettative condivise circa il modo in cui dovrebbe comportarsi un individuo che occupa una certa posizione nel gruppo. Secondo Levine e Moreland [1990] in quasi tutti i gruppi esisterebbero pochi ruoli, quali del leader, del nuovo arrivato e del capro espiatorio. Purtroppo vari tipi di conflitti sono connessi alle differenziazioni di ruolo nei piccoli gruppi e ciò comporta non solo un aumento della tensione fra i membri, ma anche un decremento della produttività.

Le norme di gruppo: Nei gruppi esistono delle pressioni che spingono i membri verso una certa uniformità di comportamenti e atteggiamenti e le norme vengono viste come aspettative condivise rispetto a come dovrebbero comportarsi i membri del gruppo. Dunque vi è la costruzione di un set limitato di comportamenti e opinioni cui ci si attende che i membri debbano uniformarsi, un insieme di norme consensuali, la cui trasgressione può comportare delle sanzioni per coloro che deviano. Funzione delle norme riguarda l’avanzamento del gruppo (raggiungere i propri obiettivi); il mantenimento del gruppo ovvero il suo preservarsi; la costruzione della realtà sociale nel senso che le norme offrono sostegno alle opinioni dei vari membri per costruire attraverso il consenso una realtà condivisa e infine la definizione dei rapporti con l’ambiente sociale, cioè permettono ai membri del gruppo di definire le proprie relazioni rispetto all’ambiente sociale più vasto (gruppi, organizzazioni, istituzioni).

Le reti di comunicazione: la comunicazione come scambio di significati è essenziale alla vita del gruppo. Nelle reti comunicative sono importanti l’indice di distanza, cioè il numero minimo di legami di comunicazione che un individuo deve attraversare per comunicare con un altro membro del gruppo e l’indice di centralità, che misura il grado di centralizzazione di una rete. Più la rete è centralizzata, meno numerose sono le comunicazioni e più rapido è lo svolgimento di un possibile compito. Le tipologie di rete possono essere, inoltre, a catena, rete a Y o circolare.

Il potere: il potere implica la capacità di influenzare o controllare altre persone. All’interno del gruppo sono particolarmente comuni e importanti il potere di ricompensa (abilità nel promettere ricompense), il potere coercitivo( influenzare attraverso sanzioni punitive), il potere legittimo (diritto legittimo di influenzare basandosi su norme), il potere d’esempio (identificazione su un membro come esempio)e il potere di competenza (un membro viene considerato esperto in un determinato ambito).

La leadership: implica un processo d’influenza fra un leader e i seguaci in ordine al raggiungimento degli obiettivi di un gruppo, di un’organizzazione o di una società. Il leader mostra più iniziativa degli altri nel gruppo (dirige, consiglia), occupa una posizione elevata nella gerarchia di status e nella rete di comunicazioni del gruppo, si trova in posizione centrale.
I tratti più tipici di un leader sta nella propensione alla responsabilità e alla esecuzione del compito, la forza e tenacia nel perseguire gli obiettivi prescelti, temerarietà e originalità nell’affrontare e risolvere i problemi, tendenza a prendere l’iniziativa in diverse situazioni sociali, fiducia in se stesso e forte sentimento di identità, disponibilità ad accettare le conseguenze di decisioni e azioni, prontezza nell’assorbire lo stress e capacità di tollerare frustrazioni, abilità nell’influenzare gli altri, capacità di strutturare il sistema di interazioni sociali in vista del risultato. Questi tratti costituiscono i caratteri del “grande uomo”.
I leader hanno soprattutto due funzioni: assicurare che il clima di gruppo sia armonioso mostrando considerazione nei confronti dei membri (leader socio emozionale) e a realizzare ilo compito, mostrando le migliori idee e organizzando il lavoro di gruppo (leader centrato sul compito). Queste due funzioni della leadership raramente si trovano nella stessa persona. Secondo Hollander [1985] esiste una relazione bidirezionale fra leader e membri del gruppo, cioè se è vero che il leader può influenzare i membri del gruppo è altrettanto vero che questi ultimi influenzano con le loro aspettative e richieste il leader stesso. Il termine transazione vuole indicare questo ruolo più attivo dei membri coinvolti in uno scambio bidirezionale con il leader.

Nel processo di presa di decisione nel gruppo si mette in gioco qualcosa di acquisito in vista di ottenere qualcosa di molto più gratificante e la discussione di gruppo influisce in qualche modo sulle opinioni dei singoli dando luogo a decisioni orientate solitamente verso una assunzione di rischio. Tale discussione crea una diffusione della responsabilità, discutendo un individuo si sente meno direttamente responsabile della scelta a cui giunge e non solo, la discussione di gruppo incrementa la familiarità dei singoli rispetto a problemi particolarmente delicati e questo porta ad un incremento dell’assunzione di rischio.
Tratto da PSICOLOGIA SOCIALE di Carla Callioni
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