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Elementi costitutivi del colloquio di aiuto


COME METODO: 
ha diversi ambiti di utilizzo ma le regole rimangono sempre costanti, ad esempio il colloquio ha un tempo che deve essere rispettato: esso si compone comunque di tre parti PARTE INIZIALE - PARTE CENTRALE - CONCLUSIONE; ciò deve essere sempre nella mente del professionista che lo usa perché questo tempo dovrà essere usato con intenzionalità. Il colloquio di aiuto infatti dovrà essere strutturato in base a delle regole: pertanto il conduttore deve tenere sempre a mente le tre parti e accompagnare il soggetto verso l’inizio o la fine dello stesso.

COME STRUMENTO: 
il colloquio è un mezzo attraverso cui si promuove il cambiamento. Il cambiamento dunque è l’obiettivo da perseguire tenendo presente che non si può manipolare il soggetto ma solo orientare il suo sviluppo. Questo obiettivo è generale; lo specifico poi è dettato dalla teoria di riferimento del conduttore : ad es. una cosa sarà il colloquio svolto da uno psicologo ad orientamento psicodinamico e un'altra sarà il colloquio di counseling in base alla teoria centrata sul cliente. Dipenderà quindi dalla formazione del conduttore ma anche dal suo carattere e dalla personalità. Sotto lo strumento del colloquio infatti dovrà esserci una TEORIA: la teoria è il nostro punto di partenza e il nostro bagaglio culturale che ci orienta nel lavoro. Sarà poi anche il CONTESTO a definire il nostro mandato, quello che siamo chiamati a fare, dettando alcuni obiettivi, definendo specificità nonché criticità. 

Tratto da PSICOLOGIA DINAMICA di Barbara Reanda
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