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Tre quadri da deprivazione nella letteratura attuale


-Autismo = mancata costruzione intersoggettiva della realtà.
-Disturbi dell’attaccamento = il bambino è assente,non c’è legame.
-Disturbi dell’attenzione con iperattività = Rutter, riconoscibili nella loro eziologia, mancata regolazione degli oggetti e dei comportamenti nelle relazioni.
La facile socievolezza è un disturbo dell’attaccamento, i ricercatori inglesi la definiscono comportamento disinibito per sottolineare la facile socievolezza dei bamb, il loro sorriso spontaneo e la ricerca di un contatto fisico “superficiale” e quasi appiccicoso con gli estranei. Questi bambini non hanno avuto la fase di discriminazione del volto umano. Il sorriso del 4 mesi al volto umano ha un significato comunicativo di attrazione facciale indiscriminata.
Attraverso metodi osservativi i teorici valutano la qualità del tipo di legame che il bambino instaura con la madre.
Tema della deprivazione: dalle ricerche degli anni 90 che il gruppo di psichiatri hanno fatto hanno precisato la reazione da deprivazione da istituzionalizzazione, lui individua tre sindromi specifiche di questo quadro di deprivazione: il disturbo dell'attaccamento inteso come impossibilità di fare un legame di attaccamento quindi manifestano il quadro di socievolezza indiscriminata, viene anche detto forma disinibita (bambino estroverso). La sintomatologia che già gli studiosi dei primi anni 50 avevano messo in evidenza, la socievolezza era un quadro già noto fin dai primi studi dei bambini dell'orfanotrofio. Legame consentiva di fare discriminazioni di chi non lo aveva potuto costruire.
Disturbo dell'attaccamento da una socievolezza che non è capace di costruire un legame con l'altro. Deprivazione sintomatologia autistica: Rutter dice che se guardiamo i bambini troviamo che hanno sintomi tipici dell'autismo. Oggi si parla di sindromi dello spettro autistico, xke sotto ci stanno molti quadri. Si parla di sindromi dello spettro dello spettro autistico xk sono sindromi variegate (sindrome di aspergher).
La teoria dominante oggi è considerarle su base genetica e è in dubbio che ci sono patologie a livello genetico. Tra questi autori che seguono questa tendenza Rutter ha scritto molto, dentro l'orfanotrofio dice: “xke nessuno ha detto che questi bambini presentano quadri riconducibili all'autismo con certe caratteristiche classiche?” autismo vuol dire chiusura in sé stessi e i bambini hanno un comportamento di chiusura verso gli altri. Ne deduce che è la deprivazione che porta all'autismo. Disturbo genetico e dell'ambiente producono lo stesso quadro. Il quadro tipico dei bambini nell'orfanotrofio è il dondolarsi, una ripetitività che esprime una incapacità di comunicazione e di interazione. Questo è documentato anche di recente. I bambini autistici rifiutano il contatto fisico e si chiudono nella ripetitività di dondolio. Questo è un quadro da deprivazione grave. Un bambino che si mette in un angolo contro il muro è un comportamento che va subito preso in considerazione xke può essere un'espressione di isolamento e di chiusura in sé stesso. Il secondo quadro denota un'incapacità di comunicazione, il bambino non è interessato all'altro, non si orienta verso l'altro. L'ultimo punto dipende dalla mancanza di regolazione, è quello del quadro dell'attività motoria con disturbo nell'interazione, è l'espressione di un danno a livello cerebrale. Si riconduce al biologico. I bambini senza regolazione hanno un deficit nell'attività motoria. Lui li definisce una reazione alla deprivazione severa dell'istituzionalizzazione.
Erano quadri conosciuti già dalle prime ricerche. L'interazione comincia fin da subito e si sviluppa nelle interazione relative alle cure. La ripetitività è necessaria nelle interazioni del quotidiano, ed è legata anche a una sequenza di cose che vanno fatte prima e dopo. La regolazione dell'interazione dentro a routine stabili che consentono gli scambi vocali ecc è la base di un processo regolatorio nei confronti dell'emozione del bambino. L'interazione diventa regolatoria nel contenimento emotivo, nel comportamento che l'altro può fare. (ordine, sequenza e regolazione). Il bambino riesce a partecipare a sequenze ordinate. Il principio regolatorio se l'adulto partecipa il bambino può avere una regolazione del proprio comportamento. È importante come precursore di una capacità di regole. Adulti che non consentono la regolazione emotiva--> bambini fanno fatica ad essere regolati nelle interazioni con gli altri, possono avere una difficoltà a concentrarsi.
coloro che studiano i disturbi dell'apprendimento sono i primi a dire che in questi quadri di disturbo dell'attenzione. Se gli adulti intervengono definendo il bambino aggressivo e si accontentano di questo comincia una carriera deviante per quel bambino.
Si parla di psicopatia anaffettiva (Boldi). I vecchi psichiatri dicevano che i bambini che non hanno avuto cure nell'infanzia hanno davanti la delinquenza o il disturbo psichico--> incapacità di relazione. Molti comportamenti di aggressività possono essere espressione di questa psicopatia anaffettiva (mancanza della relazione ecc). Questa situazione di base provoca una incapacità relazionale, di empatia con gli altri, di intersoggettivo. Se non mi interessa la tua emozione mentre ti do un pugno posso fare tutto. La capacità di comprendere lo stato d'animo dell'altro è importante. I bambini devono capire lo stato d'animo degli altri. Depressione anaclitica : neonati al quarto mese passano allo svezzamento, rifiutano il contato fisico e si lasciano morire, è una depressione devastante. I bambini che vanno al nido si ammalano spesso. La separazione produce tristezza e ci sn bambini che reagiscono così x stare a casa.
Nanismo da deprivazione: i bimbi deprivati sono la metà di quelli che hanno lo sviluppo normale. Il nanismo è quando a livello della nutrizione continua i bambini sono lo stesso più piccoli. Lo stress riduce gli ormoni della crescita.

Tratto da PSICOLOGIA SOCIALE di Selma Aslaoui
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