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SECONDO CRITERIO: DIMENSIONE TEMPORALE


Il passaggio da un sistema internazionale ad un altro non è che un passaggio… è utile invece considerare l’origine di un sistema internazionale.
DA QUANTO ESISTE UN SISTEMA? Quanto è prossima l’origine? Antico o recente? -> il sistema regionale europeo occidentale è ad esempio un sistema consolidato che vede gli stessi attori da molto tempo. Il sistema regionale americano ha 200 anni di storia. Il sistema regionale dell’Asia Orientale ha circa 100 anni e non è ancora definito. Il Medio Oriente è così solo sa metà ‘900. Il Caucaso e l’Asia centrale solo da dopo il ’91.  -> non esiste un intero indistinto! I livelli di consolidamento dei sistemi regionali sono totalmente diversi. Meno consolidamento significa meno istituzionalizzazione, in Europa infatti vi è un alto grado di istituzionalizzazione, si è persino arrivati ad una moneta comune. Nei sistemi non consolidati non vi è nemmeno scambio di rapporti diplomatici, ci sono attori che non ne riconoscono altri e confini che vengono ancora contestati. C’è addirittura incertezza sugli attori, ad esempio Israele-Palestina, Iraq, situazione Balcani, Georgia-Ossezia… Conclusione: i sistemi sono diversi a seconda che la loro origine sia più o meno prossima.
GRADO DI AUTONOMIA/ETERONOMIA DEL SISTEMA -> Gruppi di attori con tipi di relazioni. Il grado di autonomia del sistema europeo è altissimo, ad eccezione del dopoguerra quando si intromisero all’interno di esso Usa e Urss. Fuori dall’Europa gli attori sono come sono in virtù del continuo intervento esterno -> alto livello di eteronomia. I Balcani ad esempio sono configurati da fuori attraverso conferenze che ne delineano i confini. Un contesto eteronomo comporta continuamente contestazione e deficit di legittimità -> il risultato eteronomo è continuamente sottoposto alla contestazione di legittimità, perché esso è un prodotto “coloniale”.
PROCESSO DI NASCITA DEL SISTEMA/FORMAZIONE DEL SISTEMA INTERSTATALE  -> processo di concentrazione del potere: accumulazione, semplificazione, espulsione. Il processo di concentrazione del potere è riuscito in Europa Occidentale. Negli altri sistemi invece si assiste ad un processo di deconcentrazione del potere -> le rovine di imperi, il fallimento come nascita del sistema. Si assiste a 4 grandi ondate di frammentazione: 1)  Balcanizzazione ‘800-‘900: il ripiegamento Ottomano, al rifluire dei turchi nasce il nuovo sistema balcanico di relazioni. 2)  Prima Guerra Mondiale: la caduta degli imperi centrali: Ottomano, Asburgico, Germanico, Zarista; ne nascono di nuovi. 3)  Decolonizzazione e Dopoguerra: nuovi sistemi regionali. 4)  Disgregazione Urss: nuovi stati ma anche due nuovi sistemi regionali.
Un sistema regionale nato da concentrazione è diverso da uno che è nato dalla frammentazione. Per tre motivi: ♣ Il processo di frammentazione tende a innescare una sorta di spirale di mobilitazione, un processo a cascata di unità sempre più piccole (per emulazione) . Si crea quel che continua a tormentare i paesi nuovi -> una sorta di dilemma della sicurezza tra i nuovi stati e le rispettive minoranze buttate al loro interno; i nuovi stati temono le minoranze perché nel momento in cui devono costruire un’identità nazionale percepiscono qualunque obiezione all’identità una minaccia all’esistenza dello stato. Il sistema non è ancora consolidato quindi è facile che la minoranza trovi ancoraggi esterni e il conflitto assume carattere internazionale. Più l’unità è piccola e debole più è facile sfidarla. ♣ I sistemi che nascono da deconcentrazione soffrono di un eccesso di interdipendenza: in mancanza di unità politica (cioè quando sopraggiunge la frammentazione)  ciò è un grave problema perché l’interdipendenza è diventata incoerenza -> per costruire un sistema deve esserci pluralismo, differenza, bisogna fare i rapporti ex novo ed eliminare i residui di quelli vecchi -> sia i residui materiali (strade, infrastrutture che diventano innaturali e incoerenti, comunicazioni)  sia i residui simbolici (uniformità architettonica, linguistica) . Come separarsi dall’identità comune? Preoccupazione di darsi nuovi simboli, cambiare i nomi delle città.. Un altro residuo è quello demografico, l’unità politica ha interesse a mescolare i propri abitanti, nel momento in cui l’impero viene meno il residuo demografico rimane un problema di appartenenza, di fedeltà -> sulle rovine di un intero nascono stati che inevitabilmente comprendono pezzi delle altre nazioni. (Turchia dammi i miei greci, Grecia dammi i miei turchi) . ♣ L’ultimo problema è che si crea un conflitto caratteristico  tra due spinte contraddittorie (protagonisti antagonisti)  da una parte la spinta di ricostruire le relazioni tra vecchio centro e le nuove unità (Commonwealth, Francia su Nord Africa, la Russia ci prova oggi con gli oleodotti)  e dall’altro lato la spinta opposta alla seccessione completa, lo sganciamento completo cioè il tentativo di sganciarsi da questa interdipendenza o per forza propria o attaccandosi ad un altro centro di attrazione.

Tratto da RELAZIONI INTERNAZIONALI di Alice Lavinia Oppizzi
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