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Le caratteristiche dei media frenzies


Daniel Sutter, The social cost of media feeding frenzies
INTRODUZIONE
La concentrazione su un argomento minimizza i costi di investigazione e massimizza l’attenzione: imprevedibilità, personalizzazione, provocazione contribuiscono alla massimizzazione dell’attenzione.
Dipendenza dalle PR: l’esclusiva verrà investigata solo se viene ripagata da parte dell’audience o dei pubblicitari in cambio di target esclusivi od elitari.
L’investimento maggiore nella presentazione diminuisce le spese di investigazione e contenuto, quello che conta è il confezionamento.
I valori dell’informazione stanno cambiando, quindi, in accordo con la logica economica.
Durante uno scandalo la verità viene fuori solo quando l’eco dello scandalo finisce ed i reports incriminanti cessano. In molti casi, i fatti essenziali di uno scandalo sono poco chiari o mancano, così PR, giornalisti e altri professionisti creano norme, metodi di fruizione che vengono scaturiti dal gruppo o dalla percezione generale del paese riguardo un dato; se la percezione del gruppo viene identificata come la percezione del pubblico generico, anziché cercare di chiarire la situazione, la causa verrà collettivamente drammatizzata e presentata in modo esagerato (es: mucca pazza).
Spesso non è colpa dei media, bensì dei leaders (politici, esperti PR ecc.) a fornire l’informazione ai media, nonché dei giornalisti che a loro vola non investigano sulle fonti.
MEDIA FRENZIES
I costi del media frenzies sono molti e reali. Ultimamente sono molti i media frenzies sia in politica che in attualità. Molti casi di pressione mediatica hanno interferito nella vita privata di molti personaggi (incidente Lady Diana; lo scandalo di Clinton; il processo a O.J. Simpson; le foto su Berlusconi): i diritti di privacy in questi casi, e sempre più spesso, vengono violati.
Le informazioni mediatiche hanno il potere di danneggiare irrimediabilmente la reputazione di alcuni personaggi, anche politici.
I media frenzies abbassano la qualità del reporting e fanno aumentare i costi degli errori dei giornalisti. Nessuno ha diritti di proprietà su storie di pubblico interesse.

Tratto da RESPONSABILITÀ DEI MEDIA di Marco Cappuccini
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