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Identità e spazio-tempo nell'era digitale



Importante: è cambiata la nostra relazione col tempo. La questione dell'identità è la questione dell’equilibrio della relazione spazio-tempo e di come essa si modifica attraverso gli strumenti di comunicazione. Dalla nuova relazione col tempo (supporti, valori autoriali ecc) scaturirà una nuova etica della creazione e della fruizione, che avrà abbandonato il mito della stabilità e della autorship. Il mondo della carta cerca di reagire al tempus digitale ma non vi riuscirà. Passi verso una nuova etica: nuovi accordi tra autori e fruitori digitali. Esempio: mondo dell’open source e software libero. Si diffondono nozioni come cooperazione costruttiva e copyleft (licenza che permette di copiare e distribuire e modificare un prodotto ma non a scopi commerciali). E’ un nuovo modo di pensare l’opera di ingegno. In molti casi questi son movimenti culturali. I protagonisti di tale rivoluzione sono gli hacker, individui dotati di conoscenze tecnologiche non comuni e che esplorano in profondità….Secondo Norbert Wiener (fondò la cibernetica) non c’è innovazione senza circolazione. L’etica hacker si basa sulla democraticità nella diffusione del sapere. Solo le risorse condivisibili ovvero programmi aperti che posson esser migliorati dalla comunità che li usa può avvicinare l’informatica a più persone. Il monopolio delle aziende secondo tali teorie ostacola la crescita informatica. La stessa rete internet è nata grazie a standard aperti e alla libera circolazione di software e linguaggi che la costituiscono, dai protocolli TCP/IP a quelli per trasferire file (FTP) al linguaggio html ai server Apache. Vi è anche la dimensione sociale di internet. In conclusione qual è la relazione tra digitalizzazione delle risorse, nuovi sistemi di comunicazione ed etica hacker? Nuove regole e nuovi patti posson emergere solo da nuovi oggetti e nuove relazioni sociali. L’etica hacker mostra che l’oggetto informatico in sé è qualcosa di diverso dai precedenti oggetti culturali e conferma la regola di wiener: le regole del mondo atomico saranno scardinate solo da un oggetto alla cui costituzione di senso contribuiscano varie entità. In un software libero l’utente è coautore (wikipedia). La comunità utenti acquista potere sui prodotti. Solo dal confronto continuo viene rilasciata una versione. Quindi ci serve una teoria della despotia (=appartenenza) dell’opera digitale fondata su un nuovo rapporto autore-opera-fruitore, dalla quale scaturirà un nuovo concetto di proprietà e critica. Se cambia uno dei termini (tra autorialità, testo, restituzione=filologia e fruizione) l’intera relazione si modifica. Comunque i dubbi dei filologi son legati al timore di sciogliere le comunità di interpreti costituite attorno alla nozione tradizionale di testo. Questo potrebbe trasformarsi in condanna morale delle tecnologie informatiche?

Tratto da SCRITTURA NELL'ERA DIGITALE di Dario Gemini
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